Sostegni bis: nuovi aiuti per alberghi e ristoranti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
15/07/2021

Un emendamento al decreto Sostegni bis ha confermato che saranno introdotti ulteriori aiuti, sottoforma di contributi a fondo perduto, per ristoratori e albergatori duramente colpiti dalla pandemia. Scopriamo come ottenere i fondi e a chi spettano.

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I componenti del cosiddetto settore Horeca, ossia ristoranti e alberghi, avranno un aiuto in più per ripartire dopo la pandemia.

Nel decreto Sostegni bis, in attesa di essere convertito in legge, è infatti previsto un aiuto a fondo perduto per le suddette categorie. L’obiettivo è quello di assistere due comparti messi particolarmente in crisi dalle restrizioni dell’ultimo anno e mezzo: quello della ristorazione e quello del matrimonio.

Vediamo tutto nel dettaglio.

Bonus matrimonio: il nuovo fondo perduto

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Le somme che verranno versate a fondo perduto alle categorie del settore Horeca rientreranno in un programma definito bonus matrimonio.

La parte dell’emendamento relativa agli sposi (che prevedeva la possibilità di detrarre al 25% spese come il ristorante, i fiori, il fotografo e i vestiti fino a un tetto massimo di 25.000 euro) è stato bocciata dalla Commissione Bilancio.

La parte relativa alle imprese, invece, è passata, aprendo le porte dei contributi a fondo perduto a chi:

  • ha sede in Italia;
  • è identificata (tramite codice ATECO) come facente parte della ristorazione collettiva o del settore del wedding;
  • ha subìto un calo del fatturato annuale tra il 2020 e il 2019.

Chi può richiedere i contributi?

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I settori coinvolti sono quelli dell’Horeca, ossia:

  • dell’ospitalità, come alberghi, Bed & Breakfast, campeggi, ostelli, rifugi, pensionati, residence, ecc.;
  • della ristorazione, quindi ristoranti, bar, pub, bistrot, pasticcerie, gelaterie, cafè, mense aziendali, ristoro collettivo, ecc.;
  • del catering.

Per i nuovi finanziamenti sono stati stanziati 60 milioni di euro, tutti ovviamente a fondo perduto. Ora non resta che attendere il benestare sia delle istituzioni italiane che della Commissione Europea.