Spesa alimentare: quanto sta influendo l’inflazione?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
06/12/2022

L’aumento dei costi dei prodotti alimentari e non solo sta portando le famiglie a risparmiare, evitando così di compiere spese che in altri contesti sarebbero state sostenute senza problemi. Tutto questo sta accadendo nel periodo natalizio, dove far girare l’economia è essenziale. Si stima un calo della spesa di circa il 35%: vediamo come mai.

Spesa

La preoccupazione maggiore per le famiglie italiane in questo momento è senza dubbio il caro bollette e l’inflazione in generale. L’aumento dei prezzi è fissato all’11,9% e le proiezioni sui consumi mostrano come gli ultimi mesi dell’anno sono a rischio recessione. Secondo un’indagine svolta da Toluna, il 94% degli intervistati crede che l’inflazione sarà un problema che si andrà a ripercuotere per molto tempo.

Vediamo dunque quali sono le spese maggiormente rinviate e come cambia il carrello della spesa.

Consumi: cosa acquistano gli italiani?

Supermercato

Come cambia il carrello della spesa degli italiani? Se si considera in particolare l’avvicinarsi del periodo natalizio in cui solitamente la spesa per prodotti alimentari aumenta, l’inflazione sta influendo in modo negativo. A livello di percezione dell’inflazione infatti, sembra che i prodotti sembra essere aumentati di più sono quelli primari come pane, latte, burro etc.

La spesa sta cambiando. andando sempre più verso marche e prodotti che garantiscono un certo risparmio, invece di quella preferita o migliore a livello di qualità. Il 63% infine ha dichiarato di aver cambiato punto vendita per cercare di trovare prodotti e offerte migliori.

Consumi: cosa non si acquista più?

Soldi

Analizziamo insieme quali sono le spese che gli italiani stanno rinviano maggiormente a seguito dell’aumento dell’inflazione. Ad oggi secondo l’intervista svolta da Toluna a 1044 soggetti, le spese che sono state rinviate al 2023 sono quelle di carattere straordinario, considerate anche molto costose. Il 30% afferma di aver rinviato al 2023, o addirittura cancellato, spese in ambito sanitario, come il dentista, interventi privati o visite di controllo.

Inoltre, il 40% degli intervistati ha deciso di rinviare al 2023 spese relative a viaggi, vacanze e beni elettronici. La tendenza è dunque quella di rinviare l’acquisto di prodotti dal prezzo elevato.