Spionaggio industriale in aumento: rischi e soluzioni

La crisi mette a dura prova la sicurezza informatica nelle aziende. Moltiplicati i casi di “spionaggio industriale” da parte di interni alle imprese. Disorientamento dei dipendenti e riduzione dei budget destinati alla sicurezza IT le cause principali. Ecco alcuni consigli per prevenire il fenomeno.

Si moltiplicano i casi di spionaggio industriale

Tra i tanti effetti negativi della crisi è stato rilevato ultimamente anche il cosiddetto spionaggio industriale.

I provvedimenti di mobilità, i licenziamenti, oppure solo la paura di vedere il proprio posto di lavoro in pericolo, indebolisce molto la soglia di “fedeltà” di alcuni dipendenti, in particolare nei quadri medi e medio alti, nei quali spesso si nascondono notevoli professionalità che, non sentendosi adeguatamente valorizzate, spesso possono essere tentate di sfruttare i propri accessi alla rete informatica aziendale per scopi personali.

A denunciarlo Mirko Gatto, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza Informatica, che in queste settimane ha raccolto una lunga serie di segnalazioni in merito.


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Aumentano i casi di spionaggio industriale

Si moltiplicano i casi di spionaggio industriale

La crisi fa coincidere due elementi pericolosi: il disorientamento di alcuni dipendenti che hanno accesso alla Rete informatica e la riduzione dei budget tradizionalmente dedicati alla sicurezza informatica, che portano alcune imprese ad avere antivirus e sistemi di sicurezza non aggiornati o non verificati con adeguata puntualità.

Un mix di condizioni che sembra abbiano comportato un aumento esponenziale di casi di spionaggio industriale da parte di “interni” che cambiano lavoro portando con se dati sensibili dell’azienda, progetti e mailing list di clienti.

E’ evidente che non esiste un sistema informatico sicuro se vi è l’azione fraudolenta di uomini all’interno. Ma possono essere messi in atto comunque una serie di contromisure:

  • verificare con la parte legacy aziendale che ci siano contratti tutelativi adeguati al ruolo ricoperto dal dirigente/dipendente;
  • verificare che il regolamento aziendale esista e che sia verificato almeno semestralmente;
  • adottare misure tecniche adeguate al business da proteggere;
  • effettuare dei loop di controllo mensili su audit e policy di accesso alle informazioni degli utenti;
  • non ultimo, avere installato in azienda stampanti, fotocopiatrici e scanner che permettano la tracciatura del dato.

Spionaggio industriale: alcuni casi italiani

Si moltiplicano i casi di spionaggio industriale

Come esempio, ecco alcune segnalazioni pervenute all’Osservatorio nelle ultime settimane:

Caso 1) Azienda di produzione – Regione Piemonte – Numero di dipendenti: circa 800.

L’azienda annuncia a giugno la cassa integrazione, il direttore commerciale pensa bene di lasciare l’azienda per aprirne una in diretta concorrenza. Prende tutti i dati, listini clienti e fornitori, preventivi, contratti, e li sottrae all’azienda.


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Caso 2) Azienda di servizi – Regione Veneto – Numero di dipendenti: circa 150.

Un dipendente del settore sviluppo chiede un aumento alla direzione, il quale viene negato per vari motivi. Il dipendente decide così di prelevare tutti i progetti strategici dell’azienda e di rivenderli alla concorrenza. Anche in questo caso la persona è stata individuata, denunciata e licenziata. Si è giustificato dicendo che aveva bisogno di più soldi.

Caso 3) Azienda di Produzione – Regione Veneto – Numero di dipendenti: circa 180.

Azienda annuncia la cassa integrazione, tre dipendenti sottraggono illecitamente gli archivi informatici aziendali strategici per aprire una nuova attività in diretta concorrenza con l’azienda. Anche loro licenziati e denunciati per “violazione di segreto industriale”.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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