Stipendio lavoratore dipendente: quando e come va pagato?

Lavoratore dipendente: cosa dice la normativa in merito al periodo e alle modalità di pagamento dello stipendio? I datori di lavoro sono obbligati a rispettare alcune importanti norme: vediamo le principali nel seguente articolo.

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Il datore di lavoro, o il committente, è obbligato a liquidare lo stipendio al proprio lavoratore dipendente entro una determinata scadenza, di norma pattuita tra le parti al momento della stipula del contratto.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli obblighi a riguardo fissati dal legislatore.

Stipendio dipendente: quando deve avvenire il pagamento?

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Secondo la normativa attualmente in vigore, la retribuzione del lavoratore dipendente dev’essere corrisposta al termine di ogni periodo di paga, sia esso settimanale, mensile, plurimensile o annuale.

Solitamente, gli stipendi ai lavoratori dipendenti vengono calcolati con riferimento al singolo mese di prestazione lavorativa; di conseguenza la retribuzione viene liquidata una volta concluso il mese di competenza della retribuzione stessa.

A prescindere dal meccanismo di calcolo prescelto in sede di contrattazione, la corresponsione dello stipendio può avvenire:

  • gli ultimi giorni del mese di competenza della retribuzione;
  • nei primi 15 giorni del mese successivo a quello di competenza, in modo tale da determinare i contributi da versare all’INPS e la tassazione IRPEF da corrispondere entrambi entro il 16 di ogni mese.

Stipendio dipendente: come può essere pagato

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Per quanto riguarda i possibili metodi di pagamento dello stipendio al lavoratore dipendente, la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 ha introdotto l’obbligo per datori di lavoro e committenti di corrispondere la retribuzione, attraverso una banca o un ufficio postale, con uno dei seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto corrente o postale indicato dal lavoratore al momento della sottoscrizione del contratto;
  • tramite strumenti di pagamento elettronico;
  • in contanti presso lo sportello bancario o postale dove i datori di lavoro o committenti hanno aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • con assegno o vaglia postale, consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un soggetto da lui delegato.

La norma vieta espressamente a datori di lavoro e committenti di corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. La violazione di tale norma espone il datore di lavoro o committente da una sanzione pecuniaria amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

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