Stop diesel e benzina in Italia: da quando?

In linea con il Green Deal EU 2050, il piano che prevede il raggiungimento delle emissioni zero di cO2, l’Italia sta pensando di fissare la data in cui verranno vietate le auto a benzina e a diesel. La data prevista è quella del 2040 e il passaggio dovrà essere graduale.

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Anche l’Italia sta iniziando a tracciare la rotta verso le emissioni zero, riguardo al settore della mobilità di massa. L’UE è in prima linea per la lotta ai cambiamenti climatici e a tal proposito ha attuato il programma “Green Deal 2050” che prevede le emissioni zero di CO2, entro il 2050.

Secondo gli esperti, la transizione richiederà circa 15-20 anni, ma iniziare già da ora la programmazione è essenziale.

Stop a diesel e benzina: l’Italia pensa al 2040

Ecology

Il Ministro alle Infrastrutture e alle mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha comunicato la data obiettivo per l’abolizione delle auto diesel e benzina: il 2040. Queste le sue parole a riguardo:

“Nel governo stiamo ancora ragionando. Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissato il limite al 2030. Altri al 2040. A luglio arriverà l’indicazione della Commissione Europea. Noi presto decideremo, ma direi che il 2040 è una data limite”.

La mobilità di massa sarà dunque 100% elettrica: sarà interessante vedere le normative che lo Stato italiano porrà in essere a riguardo.

Cosa prevede il P.N.R.R. riguardo alla sostenibilità?

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha avuto l’okay dalla Commissione Europea. Notizia non scontata che ora darà il via libera a una serie di investimenti per la transizione ecologica e sostenibile.

In primo luogo il settore delle infrastrutture avrà un totale di 61 miliardi a disposizione, da utilizzare per migliorare e rendere sostenibili tutte le infrastrutture italiane. Giovannini continua:

“Le infrastrutture sostenibili sono un concetto nuovo: farlo secondo l’economia circolare vuol dire progettarle per il riuso”.

Parte dei fondi saranno destinati anche ai porti, per l’esattezza 4 miliardi, che dovranno essere utilizzati per trasformarli in porti verdi. Cosa significa?

“Portare l’elettricità in banchina, così le navi spegneranno i motori a gasolio in porto. E poi ridurre i tempi di logistica per diminuirne l’impatto ambientale”.

Il futuro dei trasporti italiano si prospetta dunque sempre più verde e attento alla sostenibilità.

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