Superbonus 110%/2022: cosa cambia con la comunione dei beni?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
29/05/2022

In caso di comunione dei beni è possibile richiedere il Superbonus 110% due volte. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate in riferimento a un caso specifico. Vediamo insieme nel dettaglio.

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L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il Superbonus 110% può essere richiesto due volte da una coppia in comunione dei beni. L’ente ha chiarito le condizioni in merito ad un caso specifico che ha come protagonisti due coniugi proprietari al 50% di abitazioni a prevalenza residenziale disposte su due piani e indipendenti con entrata autonoma dall’esterno. Si tratta di un edificio costituito da:

  • due unità immobiliari residenziali e una pertinenza appartenente ad una delle due unità residenziali;
  • un secondo edificio composto da una unità immobiliare residenziale e da un negozio con superficie residenziale superiore al 50% della superficie complessiva.

Superbonus e comunione dei beni, cosa stabilisce la normativa

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Poniamo il caso che su entrambi gli edifici dovessero essere effettuati interventi trainanti di efficienza energetica e antisismici ed interventi trainati come la sostituzione degli infissi, della caldaia e la posa degli impianti fotovoltaici sulle unità immobiliari e l’installazione di un ascensore nel secondo edificio. Per identificare gli interventi ammessi al Superbonus il Legislatore inizialmente deve distinguere i lavori trainanti da quelli trainati e poi verificare il numero delle unità immobiliari su cui effettuare gli interventi. Questo perché la normativa prevede che la detrazione verrà calcolata su un ammontare complessivo delle spese di importo variabile sulla base del numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, incluse le pertinenze. Questo anche in caso di comunione dei beni tra coniugi e, dunque, di comproprietà.

Le limitazioni da rispettare

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Secondo la normativa, la comproprietà determina l’accesso alla misura solo se la superficie totale delle unità immobiliari residenziali comprese nell’edificio supera il 50%. Nella natura residenziale non rientrano le pertinenze incluse nelle unità immobiliari. Il Superbonus, poi, può essere applicato solamente a due unità immobiliari con riferimento ai lavori di efficientamento energetico. La limitazione non è correlata agli immobili ma ai proprietari interessati all’agevolazione con la conseguenza che la comproprietà diventa ininfluente nel caso della comunione dei beni. Questa definizione fa riferimento alle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio d’impresa, arti e professioni.

La percentuale del 50% deve essere superata anche nel caso di interventi realizzati su parti comuni di edifici in un condominio con 2/4 unità immobiliari con lo stesso proprietario o in comproprietà.