Superbonus 110%: bocciato dalla Corte dei Conti, ecco perché

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
25/06/2022

Il Superbonus è stato bocciato dalla Corte dei Conti in quanto il sistema della cessione dei crediti è considerato un elemento distorsivo. Per questo motivo si deve valutare un sistema alternativo a quello degli incentivi e delle detrazioni. Va rivisto anche il meccanismo di fatturazione elettronica.

superbonus 110

L’ambizione del governo Draghi è quella di mettere in gioco bonus e incentivi sempre più allettanti ed interessanti per gli italiani. Spesso però, ciò è avvenuto senza considerare aspetti ancor più importanti quali la riforma fiscale o delle pensioni. Anche tra i bonus che sono a disposizione però, vi sono delle realtà potenzialmente dannose per lo Stato. Una di queste è il Superbonus 110%, in quanto il meccanismo di incentivi e detrazioni viene considerato dannoso al sistema del prelievo.

Superbonus 110%: quali sono le problematiche principali?

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Facciamo chiarezza circa il funzionamento del bonus edilizio per eccellenza, il Superbonus 110%, soffermandoci in particolare sulle problematiche principali che secondo la Corte dei Conti stanno affliggendo il meccanismo. Per tenere il passo delle grandi d’Europa spesso sono state effettuate delle manovre vantaggiose per una parte, ma molto svantaggiose per un’altra. E’ l’esempio del Superbonus 110%, dove si è foraggiato il sistema dell’edilizia, ma le imprese del settore sono ancora in attesa dei pagamenti.

Tant’è che alcune di queste sono a serie rischio fallimento. I giorni di ritardo medio nei pagamenti è di circa 67 giorni, un’enormità se si considera che le somme spettanti sono garantite dallo Stato.

Fatturazione elettronica deludente

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Delude anche il sistema della fatturazione elettronica: il meccanismo Reverse Charge e Split Payment è stato messo fortemente in discussione. Il problema principale è stata la scarsa partecipazione dei contribuenti all’adesione volontaria agli obblighi IVA, con risultati appunto inferiori alle attese.

La Corte dei Conti ha inoltre sottolineato quanto sia dannoso per l’economia italiana il porre contemporaneamente accelleratori e freni alla crescita economica, andando a danneggiare la crescita del PIL che ora è ancor più sensibile agli shock.