Superbonus 110%: cessione dei crediti e sanzioni per truffe

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
01/03/2022

Cambiano nuovamente le regole in merito alla cessione dei crediti e vengono rafforzate le sanzioni in caso di truffa, soprattutto per quanto concerne il Superbonus 110%. Vediamo insieme nel dettaglio.

EdiliziaIl decreto sul Superbonus approvato dal governo la scorsa settimana, che riattiva le cessioni multiple di crediti, riceverà nelle prossime ore la bollinatura della Ragioneria. Il dl sarà poi pubblicato in Gazzetta ufficiale. Per garantire una rapida conversione, la norma contenuta nel decreto verrà trasformata in un emendamento governativo al dl Sostegni-ter.

Superbonus 110%: cambiano le regole per la cessione dei crediti

EdiliziaSecondo gli ultimi dati del monitoraggio Enea – Mise -Mite, sono stati oltre 100mila gli interventi attivati per 18,3 miliardi di euro grazie al Superbonus 110%. Tuttavia, si prevede che gli effetti delle continue modifiche normative porteranno a una diminuzione dell’8,5% degli investimenti in riqualificazione:

“a causa del momentaneo blocco delle cessioni dei crediti, che ha investito non solo il Superbonus ma anche i bonus ordinari generato dal dl Sostegni ter”.

L’ultimo decreto del governo ha cambiato ancora le norme sui bonus edilizi, nonostante ciò il rischio di blocco dei cantieri nato dopo i provvedimenti anti-frodi che avevano reso più difficile la cessione dei crediti è stato allontanato. Infatti, le cessioni multiple tornano di nuovo possibili, ma con limiti e nuove sanzioni più dure per chi truffa lo Stato.

Le sanzioni previste in caso di truffa

EdiliziaL’obiettivo del nuovo intervento, intitolato “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia“, è quello di portare, tra i vari bonus edilizi, regole e controlli che evitino le truffe miliardarie ai danni delle casse statali registrate fino ad oggi.

In base alle nuove norme la circolazione dei crediti può riprendere, ma dopo la cessione del primo richiedente, sono consentite soltanto “due ulteriori cessioni” solo se effettuate “a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo”. Inoltre “al credito è attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni”. Le disposizioni si applicano alle cessioni inviate all’Agenzia delle entrate dal primo maggio 2022.

Per scoraggiare chi tenta di farsi rimborsare spese fittizie o gonfiate, arrivano multe e il carcere per il “tecnico abilitato” che, nelle asseverazioni necessarie per ottenere i bonus edilizi, “espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione”, oppure “attesta falsamente la congruità delle spese”. La reclusione va da 2 a 5 anni e la multa da 50mila a 100mila euro. Pena aumentata “se il fatto è commesso per conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri”.