Superbonus 110: come cambierà nel 2023

Il Superbonus 110 è stato prorogato per il prossimo biennio ma solo per i condomini e, con limitazioni, per le case Iacp e assimilate. Tuttavia, il governo Meloni sta valutando di introdurre alcune importanti modifiche al bonus. Vediamo insieme come potrebbe cambiare il prossimo anno.

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Sono diverse le questioni che il nuovo governo Meloni dovrà affrontare nei prossimi mesi, a cominciare dal Superbonus 110%.

La misura rientra tra i bonus edilizi prorogati al 2024, insieme a ecobonus, sismabonus, bonus ristrutturazione, arredi e verde.

Nel frattempo, sembrerebbe che l’esecutivo stia valutando di confermare la proroga ma con alcuni importanti cambiamenti, come un credito d’imposta dimezzato ma a lungo termine oppure  diversificare la detrazione in base al reddito del beneficiario o al tipo di immobile oggetto dei lavori.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Superbonus 110: la proposta di FdI

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Tra le priorità del nuovo governo Meloni rientra il riordino dei bonus edilizi, in particolar modo del Superbonus 110%.

Secondo quanto filtrato nelle ultime settimane, l’esecutivo avrebbe intenzione di mantenere il maxi sconto ma in una versione più contenuta, con un credito d’imposta del 60-70% garantita però a lungo termine, o potrebbe essere diversificata in base al reddito del beneficiario o al tipo di immobile oggetto dei lavori, più alta in caso di prima casa (non di lusso), più bassa per la seconda.

Tuttavia, saranno comunque tutelate le situazioni aperte, per evitare di pregiudicare famiglie e imprese già impegnate.

Bonus in scadenza nel 2022

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I bonus che non sono stati prorogati per i prossimi anni e che scadranno nel 2022 sono il bonus facciate e il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ad essere invece prorogati fino al 2024 sono il superbonus per condomini e edifici Iacp ed enti equivalenti, il sisma bonus “ordinario”, l’ecobonus “ordinario”, il bonus verde, il bonus mobili ed elettrodomestici, il bonus ristrutturazione e il bonus unico 80-85% per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3,

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