Superbonus 110% in stallo: cosa succede?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
24/08/2022

Il Superbonus 110% si trova attualmente in una situazione di “stallo”. Sono diverse le problematiche che riguardano la detrazione fiscale, dalla cessione del credito ai controlli. Vediamo insieme.

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Introdotto nel 2020 dal c.d. Decreto Rilancio, il Superbonus 110% è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2022 fino al 2025. Eppure, nel corso di questi due anni sono state diverse le problematiche relative alla detrazione fiscale che si sono presentate.

Attualmente, la misura si trova in una sorta di stallo, che riguarda soprattutto la cessione del credito. Infatti, lo scorso mese i cantieri sono aumentati con una stima totale dello Stato di 31 miliardi ma in ballo ci sono almeno 40 miliardi con una spesa complessiva vicina ai 44 miliardi.

Superbonus 110%: problematiche e tempistiche

I lavori per poter usufruire del Superbonus 110% dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2023 per i condomini, mentre per coloro che vivono in billette e immobili la data da tenere in considerazione è il 30 settembre, entro cui dovranno essere realizzati almeno il 30% dei lavori in corso al 30 giugno.

Tuttavia, alcuni giorni fa, l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Sicilia ha denunciato una fase di stallo a “la Repubblica”, chiedendo che la situazione possa sbloccarsi quanto prima, altrimenti:

se ciò non accadesse, a breve l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere ai proprietari degli immobili, con i cantieri fermi da mesi, di restituire le somme finora percepite più le sanzioni perché i lavori non sono stati completati nei termini. E occorre salvare da sicuro fallimento le imprese edili coinvolte che attendono da mesi di recuperare gli investimenti anticipati.

In questa delicata fase, non è ancora chiaro quali sono le responsabilità di chi acquista il credito dal Fisco nel caso in cui dovessero verificarsi frodi da parte di chi gode della detrazione. A tal proposito, a fine giugno, l’Associazione Bancaria Italiana ha chiesto ai propri istituti di “attenersi a queste disposizioni”.

Inoltre, l’Ance siciliana ha affermato che le banche o altri intermediari sono restii all’acquisto dei crediti:

perché ancora non sanno bene come e a chi cederli, oppure per coprirsi da eventuali rischi li svalutano eccessivamente: su ogni 110 euro ne pagano 97 e anche meno, contro i 100-103 di poco tempo fa.

Un’altra problematica riguarda i controlli dato che sono spariti 5 miliardi di euro causati dalle frodi, soprattutto nella prima fase dell’entrata in campo del Superbonus.