Superbonus 110%, nuova CILA: irregolarità e sanzioni

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/08/2021

Con l’introduzione della nuova modulistica CILA per l’inizio dei lavori legati al Superbonus 110% ci sono delle novità sulla regolamentazione in caso di abuso. Scopriamole insieme e vediamo quali rischi si possono correre.

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Il Superbonus 110% ha portato numerose novità, la più importante delle quali è senza dubbio la nuova modulistica CILA, necessaria per iniziare i lavori in tempi più rapidi.

Una volta presentata la nuova modulistica, sarà infatti onere del comune di residenza verificare se l’atto è affetto da vizi oppure no.
Qualora dovessero essere riscontrate delle irregolarità, cosa succede?

Scopriamo insieme i dettagli della vicenda.

Vizi modulistica CILA: ecco chi rischia di più

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L’acronimo CILA sta per Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata ed è , come già detto, il modulo da presentare per iniziare i lavori di ristrutturazione di un immobile in maniera più celere rispetto alla procedura standard.

Una volta depositata nel Comune dove è locato l’immobile, sta a questo verificare se tutti i regolamenti sono stati rispettati. In caso di irregolarità, seguendo la nuova normativa, vi sono delle novità.

In primis, il soggetto che rischia di essere sanzionato non è il tecnico che ha redatto la CILA, ma il proprietario dell’immobile. Dunque il Comune, in caso di irregolarità, chiederà informazioni al proprietario dell’immobile.

Quali sono le sanzioni previste?

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Va subito chiarito che in caso di difformità il proprietario non rischia la perdita del Superbonus, quindi il beneficio viene fatto salvo. Una delle possibilità è che il Comune possa riscontrare difformità tra due interventi sullo stesso immobile: un primo intervento abusivo e un secondo intervento regolare potrebbero portare a sanzioni.

La CILA non serve a regolarizzare l’eventuale doppia irregolarità, bensì serve al Comune per rintracciare abusi eventuali sugli immobili. Dunque, per sanare la fattispecie correggendo la doppia difformità, il proprietario dovrà pagare il doppio del contributo previsto per la concessione.

Se invece non c’è la doppia difformità, la sanzione prevede il pagamento del doppio dell’aumento del valore venale.