Superbonus 110%: quando decade il beneficio e cosa non fare

11/06/2021

Superbonus 110%: tra le ultime novità anche le indicazioni delle circostanze in cui il soggetto richiedente decade dal beneficio, con particolare riferimento ai casi di abusivismo edilizio. Vediamo insieme come fare domanda e quali sono gli errori da evitare.

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Il decreto Semplificazioni ha reso più agevole la procedura di accesso al Superbonus 110%, rendendo necessaria solamente la presentazione della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

Tra le ultime informazioni rese note dal Governo, inoltre, c’è anche la precisa indicazione dei casi in cui il soggetto richiedente decade dal beneficio fiscale: vediamoli meglio insieme.

Domanda Superbonus 110% novità sulla domanda

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Il decreto Semplificazioni ha apportato novità importanti in ottica di presentazione della domanda di ottenimento del Superbonus 110%.

Per ridurre i tempi burocratici di attesa, infatti, il Governo ha deciso di limitare la documentazione necessaria per richiedere l’agevolazione fiscale alla sola comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), escludendo l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile.


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Gli estremi del titolo abitativo, quindi, spetteranno alla sola CILA: una decisione presa con l’obiettivo di snellire le procedure evitando le difficoltà di reperimento dei relativi documenti, conservati solitamente negli archivi comunali.

Tuttavia, nonostante questa importante semplificazione, è bene tenere a mente alcune situazioni che, se verificate, potrebbero portare al decadimento del Superbonus 110%.

Superbonus 110%: quando decade il beneficio

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I casi di decadenza del beneficio, previsti dall’art. 49 del Testo Unico Edilizia, sono stati riesaminati dal nuovo comma 13-ter. Nello specifico, il Superbonus decade se:

  • non è stata presentata la CILA;
  • sono stati realizzati interventi edilizi in difformità dalla CILA;
  • non viene rilevata corrispondenza al vero delle attestazioni previste dall’art. 119, comma 14 del decreto Rilancio;
  • viene constatata l’assenza del titolo abitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto (o, in alternativa, del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione o del documento che attesta il completamento della costruzione in data precedente al 1° settembre 1967).

La disposizione, inoltre, sottolinea come rimanga “impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento“, a conferma di quanto il nuovo disegno normativo voglia contrastare eventuali episodi di abusivismo edilizio.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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