Superbonus 110%: requisiti e lavori ammessi

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
17/07/2021

Il superbonus 110% è formato da un insieme di opzioni di lavori di miglioramento edilizio, con la possibilità di ottenere detrazioni molto importanti. Ecco una rapida guida sul bonus, con un focus sui requisiti richiesti per beneficiarne e le tipologie di lavori ammesse nella detrazione.

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Il Superbonus 110% è  un’agevolazione fiscale particolarmente conveniente per chi fa interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico.

In presenza di determinati requisiti, sia dei lavori ammessi che in merito ai limiti di spesa, l’ecobonus e il sismabonus al 110% si possono usufruire tramite:

  • cessione del credito a terzi, banche comprese;
  • sconto in fattura (se l’impresa è d’accordo);
  • detrazione in dichiarazione dei redditi.

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto delle novità importanti, come ad esempio la creazione di una piattaforma per la gestione dei crediti. Questa sarà anche esplicativa, con l’utente che potrà chiedere informazioni sulla sua situazione in ogni momento.

Superbonus 110%: i requisiti

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Va ricordato, in primis, che la Legge di Bilancio 2021 ha prorogato la validità del bonus fino al 30 giugno 2022. L’accesso al bonus è condizionato al possesso di determinati requisiti. Questi sono:

  • miglioramento di almeno due classi energetiche, che va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica;
  • bisogna essere residenti in determinate zone: si potrà richiedere nelle zone 1, 2 e 3 delle città.

Ecco i lavori ammessi dal Superbonus 110%

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Tre gli interventi coperti dal credito d’imposta del 110%:

  • cappotto termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare datato 11 ottobre 2017.
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.