Superbonus 80% turismo: cos’è e requisiti

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/01/2022

Il  nuovo Superbonus 80% si rivolge al settore turismo: alberghi, hotel e numerose strutture ricettive italiane potranno infatti beneficiare di un credito d’imposta calcolato sulle spese effettuate per eseguire interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza degli immobili. Vediamo i dettagli della misura.

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Il nuovo Superbonus per il turismo è stato confermato nel decreto di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: l’agevolazione prevede la possibilità di usufruire di un credito d’imposta pari all’80% dei costi sostenuti per effettuare interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza degli immobili.

Possono beneficiare dell’incentivo hotel, alberghi e molte altre categorie di strutture ricettive: vediamo come funziona la misura e chi può accedervi.

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Nel decreto di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è prevista l’introduzione del nuovo Superbonus 80% per il turismo. Possono usufruire del nuovo Superbonus 80% le seguenti strutture turistiche:

  • alberghi, hotel e agriturismi;
  • stabilimenti termali;
  • stabilimenti balneari;
  • porti turistici;
  • parchi tematici,
  • fiere e congressi.

Di seguito, invece, le tipologie di interventi che consentono di accedere all’agevolazione:

  • incremento dell’efficienza energetica e riqualificazione antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
  • realizzazione di piscine termali;
  • digitalizzazione.

Superbonus 80% turismo: cos’è

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Il Superbonus 80% per il turismo è l’incentivo rivolto alle strutture che operano nel settore del turismo e che effettuano lavori di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza degli edifici.

Il bonus è composto da due distinte agevolazioni: da un lato c’è un credito di imposta pari all’80% delle spese sostenute per la realizzazione dei suddetti interventi, dall’altro è possibile ricevere un contributo a fondo perduto.

Quest’ultimo, nel dettaglio, può assumere i seguenti importi:

  • fino a 30 mila euro se la quota di spesa sostenuta è destinata per almeno il 15% alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica ed energetica;
  • fino a 20 mila euro se la società è composta da donne o giovani under 35;
  • fino ad ulteriori 10 mila euro se l’impresa si trova nel Sud Italia o nelle Isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).