Superbonus, addio alla cessione del credito? Cosa cambierà dal 2024

La manovra mira a stabilizzare il Superbonus ed eliminare sorprese nelle finanze pubbliche, offrendo una rateizzazione decennale e agevolazioni fiscali per i contribuenti a basso reddito. Tuttavia, il dibattito sulle riforme fiscali nel settore edilizio rimane aperto, mentre si cerca di ottenere risorse finanziarie aggiuntive tramite il piano Repower EU.

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La manovra mira a stabilizzare il Superbonus e riportare gli sconti fiscali del settore edilizio ai tradizionali livelli, eliminando sorprese nelle finanze pubbliche e offrendo una rateizzazione decennale.

L’obiettivo è garantire che anche i contribuenti a basso reddito possano beneficiare delle agevolazioni fiscali, superando le restrizioni temporali precedenti.

Superbonus: le novità della Manovra 2024

Edilizia

L’approccio tradizionale proposto nella manovra prevede la rateizzazione decennale e la chiusura delle alternative che hanno creato un debito fiscale.

Questo aspetto è pensato anche per garantire che i nuovi crediti d’imposta siano registrati in modo adeguato secondo le direttive di Eurostat e Istat.

Tale criterio dei crediti “non riscuotibili” semplificherebbe la gestione del bilancio pubblico, evitando complicazioni dovute a impatti sul deficit e sul debito.

Sconti fiscali per il settore edilizio

Tuttavia, la questione relativa agli sconti fiscali nell’edilizia rimarrà aperta, potendo essere ulteriormente discussa nel corso dell’iter parlamentare.

Questo perché l’obiettivo è continuare a promuovere incentivi per il rinnovamento e l’efficienza energetica degli immobili, utilizzando strumenti più efficaci e migliorando il rapporto tra costi e benefici rispetto al Superbonus, che finora ha coinvolto solo una piccola percentuale degli immobili italiani.

Servono risorse finanziarie aggiuntive

Il governo ha incluso la questione nel piano Repower EU, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) inviato a Bruxelles. Si prevede di destinarvi 4 miliardi di euro, suddivisi tra il 2024 e il 2025, per un cosiddetto “Ecobonus sociale”, mirato a sostenere esclusivamente le fasce a basso reddito.

Tuttavia, il processo di approvazione a livello comunitario è ancora in corso e potrebbe sollevare obiezioni, in particolare riguardo all’uso di crediti d’imposta aggiuntivi nel settore edilizio.

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