Superbonus: crediti fiscali non utilizzati o bloccati? E’ caos per tutti

Nonostante gli sforzi normativi, la recente misura adottata per quantificare i crediti fiscali non utilizzabili relativi al Superbonus e ad altri bonus edilizi non ha fornito una stima esatta dei crediti effettivamente bloccati. La risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze a un’interrogazione parlamentare ha messo in luce questa difficoltà.

La crisi dei crediti fiscali nel settore edilizio

Il problema dei crediti fiscali del Superbonus, bloccati a causa di un’interruzione nella cessione del credito, ha creato una crisi di liquidità tra le imprese. Attualmente, è complicato valutare l’entità effettiva dei crediti fiscali bloccati e di conseguenza trovare soluzioni adeguate.

Il tentativo di soluzione con la comunicazione obbligatoria

Nell’agosto scorso, il governo ha introdotto un obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate per quei crediti derivanti da cessioni o sconti in fattura ritenuti non utilizzabili. Questa misura, accompagnata da una sanzione per la mancata comunicazione, mirava a identificare la parte di crediti effettivamente bloccata.

Stime e i dati effettivi: un vero disastro

Secondo una stima della Sottosegretaria di Stato per l’economia e le finanze, Lucia Albano, i crediti non utilizzati ammonterebbero a circa 135 miliardi di euro. Tuttavia, questa cifra non distingue tra crediti in attesa di utilizzo e quelli bloccati. A fine novembre, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di comunicazione, ma la risposta di Federico Freni, Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, ha rivelato che solo 134 milioni di euro di crediti sono stati segnalati come non utilizzabili.

Limiti dell’obbligo di comunicazione

La comunicazione obbligatoria, che doveva quantificare l’ammontare dei crediti bloccati, non ha raggiunto l’obiettivo. Molti contribuenti, di fronte a una multa di solo 100 euro, potrebbero aver scelto di non inviare la comunicazione, mantenendo la speranza di utilizzare i crediti in futuro. Di conseguenza, i dati emersi non rappresentano un quadro fedele della situazione dei crediti fiscali incagliati nel settore dell’edilizia.

La realtà dei crediti fiscali bloccati

Il Sottosegretario Freni ha sottolineato che i dati raccolti non sono rappresentativi del fenomeno dei crediti incagliati. I crediti segnalati come non utilizzabili sono infatti quelli che i detentori ritengono di non poter impiegare e desiderano quindi annullare. Questo dimostra che l’operazione di comunicazione obbligatoria non è riuscita a catturare la vera entità dei crediti bloccati nel settore edilizio.

In conclusione, l’approccio adottato per affrontare il problema dei crediti fiscali bloccati nei bonus edilizi si è rivelato insufficiente per ottenere una panoramica chiara e precisa della situazione. Rimane la necessità di trovare soluzioni più efficaci per affrontare questa complessa problematica che continua ad avere un impatto significativo sul settore dell’edilizia e sulle finanze delle imprese coinvolte.