Superbonus nuovi problemi: addio allo sconto in fattura e cessione del credito

Il governo italiano ha annunciato nuove misure per ridimensionare l’ambizioso programma del Superbonus, in un tentativo di mitigare l’impatto finanziario sul bilancio dello Stato. Durante un recente Consiglio dei Ministri, non precedentemente annunciato all’ordine del giorno, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha presentato un provvedimento per introdurre ulteriori limitazioni a questo incentivo. Questa mossa ha come obiettivo principale il contenimento dei costi legati al Superbonus, che hanno raggiunto cifre significative.

114 miliardi di euro per il Superbonus

Al momento dell’annuncio, il costo totale sostenuto dallo Stato per finanziare il Superbonus era arrivato a 114 miliardi di euro, secondo l’ultima analisi condotta dall’Enea. Questo rappresenta un incremento di 7 miliardi in soli un mese, un aumento attribuito principalmente al crescente numero di edifici condominiali che hanno approfittato degli incentivi per effettuare lavori di efficientamento energetico e antisismico. Alla fine di febbraio, il numero di fabbricati coinvolti era cresciuto di circa 8.000 unità rispetto al mese di gennaio.

Il Superbonus, che originariamente consentiva un credito d’imposta del 110% per determinati interventi edilizi, è stato ridotto al 70% all’inizio del 2023, un taglio che ha spinto molti a sfruttare l’incentivo prima che venisse ridotto. La media dell’ammontare dei lavori realizzati ha visto pertanto un aumento, raggiungendo il 93,2%.

Sconto in fattura addio

Tra le novità principali, si annuncia la fine dello sconto diretto in fattura e l’introduzione di un obbligo di dichiarazione preventiva per l’accesso agli incentivi. Inoltre, si prevede il blocco delle compensazioni con l’agevolazione Ace, destinata alle imprese, e la stipulazione che i crediti derivanti dal Superbonus siano utilizzati in prima istanza per saldare eventuali debiti tributari derivanti da accertamenti fiscali.

Superbonus preoccupa

Il ministro Giorgetti ha espresso preoccupazione per l’impatto che il Superbonus ha avuto sul deficit pubblico, citando il “boom del deficit” che nel 2023 ha raggiunto il 7,2% del PIL, ben oltre le stime governative del 5,3% fatte a settembre. Questo squilibrio nei conti pubblici ha spinto il governo a valutare con attenzione la sostenibilità finanziaria del programma del Superbonus, puntando a una maggiore responsabilità e controllo delle spese per il futuro.

In conclusione, mentre il Superbonus ha rappresentato un’opportunità significativa per molti proprietari di immobili in Italia, incentivando l’adozione di misure di efficientamento energetico e sicurezza antisismica, le sue ripercussioni finanziarie hanno sollevato questioni di sostenibilità che il governo cerca ora di affrontare con nuove restrizioni.