Superbonus: quanto costa per i condomini e per le imprese?

Il destino del superbonus al 110% sembra ormai segnato, con l’assenza di una proroga che si prospetta inevitabile a partire dall’1 gennaio 2024. Ciò comporterebbe numerosi cantieri fermi e impatti significativi su condomini e imprese.

La speranza di una possibile proroga viene riposta su eventi dell’ultimissimo minuto o su un provvedimento straordinario nel decreto milleproroghe. Tuttavia, le certezze sono poche, e il passaggio alla detrazione al 70% sembra il destino più probabile.

Cosa si rischia con il Superbonus?

Se tale scenario si concretizzasse, ciò comporterebbe una serie di contenziosi e blocchi nei cantieri. La domanda principale è quanto questo cambiamento costerà a contribuenti e addetti ai lavori.

Superbonus: un esempio di cosa potrebbe accadere

Immaginiamo un cantiere che, al 31 dicembre 2023, debba ancora completare lavori per 500 mila euro, con la cessione del credito all’85%. Con il superbonus al 110%, la quota non coperta dalla cessione sarebbe di 32.500 euro, mentre la cessione copre 467.500 euro. Con la detrazione al 70%, la cifra sale a 202.750 euro, sei volte di più rispetto al superbonus.

Superbonus: cosa succederà ai cantieri avviati ma non ultimati?

In un contesto senza proroga, il destino dei cantieri appare incerto. I condomini potrebbero trovarsi impossibilitati a coprire i costi aggiuntivi, e anche se volessero farlo, potrebbero incontrare ostacoli nelle transazioni con le banche. Le banche, dal canto loro, operano in un contesto legislativo che richiede sicurezza in materia di esigibilità del credito, sia per loro che per i clienti.

Superbonus: cosa può fare il governo per migliorare la situazione?

La speranza finale è che il governo adotti misure che minimizzino i danni a condomini e imprese. Le banche, a loro volta, saranno chiamate a valutare i rischi legati a queste operazioni, in un contesto di incertezza che potrebbe avere conseguenze significative.