Tassa minima globale: accordo vicino

05/07/2021

L’accordo raggiunto tra gran parte degli stati Ocse è stato definito da Janet Yellen, Segretario al Tesoro USA, come “storico per la diplomazia economica”. Ce ne sono ancora tre che non hanno firmato e per una normativa UE serve l’unanimità, che però stenta ad arrivare. 

Tassa minima globale

L’intesa sulla tassa economica globale raggiunta dai paesi Ocse è stata siglata da 130 paesi su 139 e sta incontrando le prime difficoltà normative che servono per renderla effettiva. Risultano ancora mancanti 9 paesi tra quelli Ocse, di cui 3 sono membri UE: Irlanda, Ungheria e Estonia.

Il PIL di questi tre paesi è circa il 4% del totale UE, la popolazione è il 3,6% del totale, ma la loro forza contrattuale è amplificata dalla necessità del voto unanime.

L’Ungheria si conferma spina nel fianco UE

Tassa minima globale

Il governo ungherese non ha mostrato simpatia per la tassa economica globale. La contrarietà è stata esternata attraverso le parole del ministro delle Finanze ungherese Mihaly Varga:

“La minimum tax globale ostacolerebbe la crescita, l’aliquota del 15% è troppo alta e non dovrebbe essere applicata alle attività economiche reali”.

La motivazione principale di questa forte opposizione di Budapest è che l’Ungheria ha la corporate tax più bassa in UE, attestata al 9%. Questo ha attratto numerose multinazionali ad investire, in particolare nel settore automobilistico e manifatturiero.

Tassa economica globale: verso l’okay del G-20

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Ostacoli a parte, c’è ottimismo sul raggiungimento di un accordo a riguardo, in particolare a causa della firma di paesi importanti come l’India e la Cina. Il prossimo G-20 si terrà a Venezia questa settimana e si presume che verrà confermata la nuova tassazione globale.

Il ministro dell’Economia italiano Franco ha espresso la priorità del tema per il Bel Paese:

“Le notizie che arrivano dall’Ocse sono un passo avanti verso l’intesa politica. Siamo fiduciosi sulla possibilità di trovare un accordo a livello G20 sulla struttura di nuove regole per la riallocazione dei profitti delle grandi multinazionali e per la tassazione minima effettiva, che cambierebbero radicalmente l’attuale architettura della fiscalità internazionale”.

Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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