Tasse: come pagarne di meno?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
27/11/2022

Pagare meno tasse rispetto al necessario è uno degli obiettivi di tutti gli italiani: a prescindere che si tratti di un libero professionista, un dipendente o di una ditta individuale, tutti voglio cercare di risparmiare sulla fiscalità. Vediamo tutto quello che c’è da sapere a riguardo nel seguente articolo.

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Il regime della tassazione in Italia prevede delle aliquote molto elevate per quanto riguarda il tributo dovuto allo Stato. Esistono però dei metodi per cercare di risparmiare sulle tasse, ovviamente rispettando la legge, questo a prescindere che tu sia un lavoratore dipendente, un libero professionista o proprietario di una ditta.

Pagare le tasse è un dovere di ognuno di noi, ma con dei trucchetti particolare si può cercare di pagarne di meno. Vediamo come fare nel seguente articolo.

Libero professionista: come pagare meno tasse?

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Vediamo come è possibile per un libero professionista pagare meno tasse rispetto a quanto dovuto. A livello di aliquota di tassazione, con la nuova Legge di Bilancio, questa è stata posta al 15% per tutti i professionisti che hanno un fatturato pari a massimo 85 mila euro. L’aliquota non viene applicata sull’ammontare complessivo dei ricavi, ma sul coefficiente di redditività stabilito dalla legge per ogni categoria professionale.

Supponiamo che un professionista abbia fatturato nel 2021 30 mila euro, dovrà versare:

  • 3.510,00 euro (il 15% di 23.400,00 euro) se è almeno al sesto anno di attività professionale;
  • 1.170,00 euro (il 5% di 23.400,00 euro) se è nei primi cinque anni di attività.

Un professionista dunque pagherà meno tasse grazie al coefficiente di redditività, fissato al 78%.

Pagare meno tasse: come funziona il principio di inerenza?

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Vediamo cos’è e come funziona il principio di inerenza, molto utile per pagare meno tasse. Il principio di inerenza è una clausola generale dell’ordinamento tributario ricavabile dall’articolo 109, comma 5, del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi).

Per poterlo sfruttare al meglio bisogna andare a sottrarre dal fatturato tutti i costi deducibili. Si tratta nel dettaglio:

  • l’acquisto di libri e di riviste professionali;
  • i corsi di aggiornamento professionale;
  • l’acquisto di materiale di cancelleria e di valori bollati;
  • costi per lavoro dipendente e prestazioni di lavoro autonomo occasionale;
  • l’acquisto di beni strumentali per l’esercizio dell’attività professionale.