Tasse: quale paese ha il cuneo fiscale più elevato?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
25/05/2022

E’ noto da molto che l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto livello di tassazione in Europa e nel Mondo. A conferma di ciò, vi è la recente analisi effettuata sui paesi Ocse, che pone l’Italia al quinto posto in questa speciale classifica. Come mai non si riesce ad abbassare le tasse?

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Prima di entrare nei dettagli della vicenda, spendiamo alcune parole per definire il cuneo fiscale. Quando si parla di cuneo fiscale ci si riferisce alla differenza che vi è tra il costo per il datore di lavoro e quanto effettivamente guadagna il dipendente. Nel 2021 questo importo ha sfiorato il 47%, ciò significa che circa la metà dello stipendio lordo finisce nelle tasche dello Stato.

Come è possibile che l’Italia abbia un coefficiente così elevato?

Cuneo fiscale: i dati dei paesi Ocse

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Vediamo in primis quali sono i dati fatti registrare dai paesi Ocse su scala globale. La media di tutti i paesi è di circa 34,6 punti percentuali, in lieve diminuzione rispetto alla rilevazione precedente. Tale dato però è in controtendenza, visto che nella maggior parte dei paesi il cuneo fiscale si è innalzato.

A l primo posto di questa speciale classifica si piazza il Belgio, con un cuneo fiscale che supera il 50%. A seguire si piazzano  Germania (48,1%), Austria (47,8%) e Francia (47%). I paesi con il cuneo più basso sono Colombia (zero), seguita dal Cile (7%) e dalla Nuova Zelanda (19,4%).

Cuneo fiscale: in che posizione è l’Italia?

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In che posizione si trova l’Italia? Il Bel Paese si piazza al quinto posto, appena dietro la Francia, con un prelievo sul lordo pari al 46,5%. Il valore risulta essere migliore rispetto a quanto fatto registrare nel 2019, ove si attestava al 47,9%. Si tratta di una delle riduzioni più importanti di tutta l’area Ocse, sintomo che in effetti qualcosa sta cambiando.

L’Italia però ha il triste primato di stagliarsi al secondo posto per gli oneri a carico del lavoratore, i quali rendono le nuove assunzioni molto più difficili anche per questo motivo. Lo Stato dovrebbe appoggiare maggiormente le imprese, in particolare nelle prime fasi dell’assunzione di nuova forza lavoro.