Tasse: quali novità ci saranno dopo le elezioni?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
03/09/2022

Con l’avvicinarsi al voto del 25 Settembre 2022, si intensificano le procedure di propaganda politica, in particolare intorno a temi importanti quali la tassazione. Le tasse sono da sempre un argomento acchiappa-voti, dunque i partiti fanno spesso delle promesse che poi difficilmente sono in grado di mantenere. Cosa cambierà nel 2023?

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La riforma del sistema fiscale è uno dei temi più dibattuti della campagna elettorale. Si sente parlare in particolare di flat tax, di patrimoniale e di cuneo fiscale. In l’Italia l‘imposizione fiscale è molto elevata dunque il tema è spesso sotto i riflettori della politica e non solo.

Vediamo quali sono le proposte dei partiti per le prossime elezioni.

Tasse: via al taglio del cuneo fiscale

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Vediamo quali sono i partiti che vogliono tagliare il cuneo fiscale. In prima linea troviamo il Partito Democratico, che dopo aver proposto di aumentare la tassazione sulla patrimoniale, ha anche proposto di intervenire sul cuneo fiscale. Letta ha infatti affermati che per combattere gli aumenti dell’inflazione è necessario intervenire sulle tasse del lavoro, così da garantire ai lavoratori redditi maggiori e più ricchi.

Per quanto riguarda sempre il centrosinistra, il partito Azione di Calenda propone di detassare gli stipendi dei giovani, proporzionalmente all’età. Questa potrebbe essere un’ottima strategia in particolare perché i giovani sono una delle categorie più colpite dalla crisi.

Tasse: cos’è la flat tax?

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Per quanto riguarda invece i partiti di centrodestra, in particolare la Lega guidata da Matteo Salvini, la proposta è quella di utilizzare la flat tax. Anche se ancora non vi è un’aliquota ufficiale di riferimento, Forza Italia ha proposto il 23% e la Lega il 15%, l’obiettivo è quello di estendere la tassazione al 15% a tutte le partite Iva con fatturato fino a 100 mila euro all’anno.

Per ora tale regime di tassazione è fissato solo per coloro che hanno un fatturato fino a 65 mila euro. Si tratta di una proposta storica della Lega, che in caso di vittoria delle elezioni verrebbe attuata senza problemi.