Totalizzazione dei contributi: di cosa si tratta?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
14/12/2021

Cosa si intende per totalizzazione dei contributi? A livello normativo si tratta di uno strumento che consente di riunificare i contributi versati da un soggetto lavoratore, appartenenti a diverse gestioni previdenziali. Scopriamo come funziona e chi può accedervi.

Pensione

Lo strumento della totalizzazione dei contributi nasce per dare sfogo all’esigenza di unificare i contributi inerenti a diverse gestioni previdenziali. Uno dei driver che sta portando alla diffusione di questo strumento è quello della flessibilità del lavoro: trovare persone che hanno fatto per decenni lo stesso mestiere è sempre più complesso.

Tale sistema fa in modo che i lavoratori vadano a versare i contributi su più regimi differenti, ecco perché vi è la necessità di riunificare. Vediamo come funziona tale strumento.

Totalizzazione dei contributi: come funziona?

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Perché è così vantaggioso riunificare i contributi? Unendo i contributi versati appartenenti a diverse gestioni contributive, fa in modo che risulti più semplice raggiungere gli obiettivi minimi per la pensione. A livello operativo, ogni lavoratore mantiene le quote contributive presso le relative Casse Previdenziali. Così facendo, al momento della pensione, tutti i contributi vengono riunificati.

Tale sistema è offerto gratuitamente e consente l’erogazione finale di una pensione che tenga conto di tutti i diversi tipi di gestione contributiva.

Totalizzazione dei contributi: quando si può utilizzare e con quali requisiti

Pensione

A livello di utilizzo, il totalizzatore può essere utilizzato quando il lavoratore:

  • non sia già titolare di una pensione diretta erogata da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione;
  • non abbia richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi in data successiva al 3 marzo 2006;
  • deve comprenda nel calcolo tutti e per intero i periodi assicurativi presenti nelle gestioni nei quali l’assicurato è stato iscritto.

I requisiti per accedervi sono gli stessi di quelli che si applicano alle relative opzioni con cui si vuole andare in pensione. Ad esempio, per la pensione di vecchiaia occorrono 20 anni di contributi versati e 67 anni di età. Per la pensione anticipata invece si raggiunge a 42 anni e 10 mesi di contributi.