Transizione energetica: il ruolo dell’intelligenza artificiale

La vicenda del cambiamento climatico può avere una svolta molto importante, in particolare per quanto riguarda le risorse energetiche. Si sta utilizzando infatti l’intelligenza artificiale per valutare i cambiamenti climatici, in particolare alla Columbia University. Vediamo tute le novità.

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Nella strada che sta intraprendendo il mondo verso la lotta ai cambiamenti climatici, sono sempre di più i fattori che stanno intervenendo. Ultimo in linea temporale è quello dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, strumento molto particolare che si potrebbe rilevare fondamentale.

L’utilità è data dalla possibilità di poter valutare attentamente tutte le variabili che rientrano nella lotta ai cambiamenti climatici. Vediamo tutte le novità che ci sono da sapere a riguardo.

Cambiamenti climatici: cosa sta influendo?

Transizione energetica: il ruolo dell’intelligenza artificiale

Una delle fattispecie che sta intervenendo nel peggioramento delle condizioni del clima globale è la dipendenza eccessiva dalle fonti tradizionali. Ne è stato un esempio la recente mancanza di gas dovuta alla crisi in Ucraina, che ha portato l’Europa in particolare ad avere molti disagi. Senza le fonti di energia tradizionali dunque è tutt’ora molto difficile immaginare un futuro.

Gli scenari che sono stati valutati dall’intelligenza artificiale mostrano che fino al 2050 la vita di tutti i giorni sarà fortemente legata ai combustibili fossili, e la probabile mancanza di questi legata all’esaurimento delle scorte causerà problemi rilevanti.

Cambiamenti artificiali: il ruolo dell’intelligenza artificiale

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Vediamo ora il ruolo che può avere l’intelligenza artificiale nel tentare di risolvere la questione cambiamenti climatici. Gli studi si mostrano orientati a cercare un modo di far funzionare l’intelligenza artificiale in ottica sostenibilità. Gli studiosi della Columbia University dichiarano a riaguardo:

“Abbiamo esplorato l’intersezione tra la scienza del cambiamento climatico e l’investimento attraverso un linguaggio più fruibile per le nuove generazioni, grazie ad Andrea Moccia e con il supporto nostri esperti – ha ricordato Giovanni De Mare, Head of Italy di AllianceBernstein –. Portare questo tema all’attenzione di un grande pubblico è necessario per incoraggiare un futuro sostenibile nell’ambito degli investimenti, esplorando nuove opportunità e nuove sfide per le prossime generazioni. L’avvento del conflitto russo-ucraino potrebbe aver rallentato la discussione, ma ciò è legato a contingenze di breve periodo. Da un punto di vista secolare, il dialogo su un futuro sostenibile sarà imprescindibile”

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