Trattamento di fine rapporto (Tfr): come viene tassato l’anticipo?

Il Trattamento di fine rapporto (Tfr) è la prestazione economica aggiuntiva alla retribuzione ordinaria che spetta ai lavoratori dipendenti una volta interrotto il rapporto di lavoro. Tuttavia, esistono dei casi in cui è possibile richiederne l’anticipo, secondo determinate condizioni, e l’importo spettante è soggetto a un tipo di tassazione particolare. Vediamo insieme.

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Quando interrompe un rapporto di lavoro con la propria azienda, il lavoratore dipendente può ricevere il Trattamento di fine rapporto (Tfr). Inoltre, se in possesso di determinati requisiti, può richiederne l’anticipo, soggetto a un diverso tipo di tassazione.

Vediamo insieme.

Cos’è il trattamento di fine rapporto

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Il Trattamento di fine rapporto (TFR) è una prestazione economica aggiuntiva alla retribuzione ordinaria di cui possono beneficiare i lavoratori dipendenti, sia a contratto indeterminato sia determinato che part-time.

L’importo del TFR viene determinato in base allo stipendio del lavoratore e viene riconosciuto per ogni mese di lavoro. L’importo viene erogato nel momento in cui si interrompe il rapporto lavorativo con l’azienda, ossia nei seguenti casi:

    • licenziamento del lavoratore;
    • dimissioni volontarie del dipendente;
    • raggiungimento dell’età pensionabile.

L’importo del TFR prevede innanzitutto il conteggio della retribuzione annua il cui valore viene diviso per un coefficiente pari a 13,5. L’importo ottenuto da questa divisione viene rivalutata in base all’inflazione dell’anno corrente tramite l’applicazione di appositi indici, con una rivalutazione standard del 75% rispetto all’inflazione rilevata dall’Istat. Infine si aggiunge un tasso fisso dell’1,5%, da cui si ottiene il valore del trattamento di fine rapporto spettante al lavoratore.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, il sistema di calcolo del TFR prende in considerazione una quota del 6,91% rispetto alla retribuzione annua.

È bene, inoltre, ricordare che il pagamento del TFR è soggetto a tassazione.

Come funziona l’anticipo del TFR e come viene tassato

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I lavoratori dipendenti possono richiedere l’anticipo del TFR purché si siano maturati almeno otto anni di anzianità di servizio con lo stesso datore di lavoro, fino ad un massimo del 70% del valore del TFR maturato fino a quel momento. L’anticipazione del TFR può essere chiesto per l’acquisto o la costruzione della prima abitazione, oppure per sostenere delle spese mediche.

L’anticipo sul Tfr che si riceve è lordo, quindi dovrà ancora essere tassato. Le regole della sua tassazione sono diverse a quelle seguite dallo stipendio normale, infatti è soggetto alla cosiddetta “tassazione separata”.

Per poter calcolare le tasse da pagare è necessario quindi fare una serie di operazioni e passaggi:

  • calcolare la somma lorda che si va a ricevere;
  • bisogna poi dividere la somma ottenuta per gli anni per anni lavorati (all’interno dell’azienda a cui si è chiesto il Tfr) alla data della
  • richiesta, e moltiplicare il risultato per 12. In questo modo si ottiene il reddito annuale;
  • a questo punto è necessario applicare l’aliquota Irpef alla base imponibile. Questa è pari al rapporto tra l’imposta calcolata applicando
  • al reddito annuale di riferimento l’aliquota Irpef e l’ammontare del reddito annuo.

L’anticipo è tassato con una ritenuta a titolo di imposta dell’11% che viene diminuita dello 0,30% per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme di previdenza complementare.

Anche il Tfr segue le stesse regole di tassazione separata.

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