Turismo 2023, stangata sulla tassa di soggiorno: di quanto aumenta?

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
23/12/2022

Arriva la stangata sulla tassa di soggiorno. La Legge di Bilancio 2023 prevede l’innalzamento dell’imposta di soggiorno, che potrà arrivare a costare fino a 10 euro a notte. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni importanti sul Turismo: vediamo insieme perché.

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Arrivano brutte notizie per il settore del Turismo. Un emendamento alla Manovra approvato in Commissione Bilancio introduce l’innalzamento della tassa di soggiorno a 10 euro nei Comuni capoluogo di provincia che, in base alle ultime rilevazioni, abbiano avuto presenze turistiche venti volte superiori al numero dei residenti.

Vediamo tutti i dettagli a riguardo e le reazioni della associazioni interessate dalla novità.

Tassa di soggiorno: dal 2023 si raddoppia

Turismo, stangata sulla tassa di soggiorno: di quanto aumenta?

Continuano ad emergere importanti novità dalla Legge di Bilancio 2023. La più recente riguarda il settore del Turismo, che come ben sappiamo rappresenta una fetta importante del PIL nazionale e che ora rischia di subire una batosta non da poco.

Nella nuova Manovra, infatti, è stato approvato un emendamento che prevede l’aumento del 100% del costo della tassa di soggiorno, che da una media di 5 euro a notte registrata nel corso del 2022 potrebbe passare a ben 10 euro a notte nel 2023.

Questo considerevole cambiamento, tuttavia, non riguarderà la totalità delle strutture ricettive italiane: potranno adottare i nuovi prezzi solamente gli hotel e i B&B che si trovano in quei Comuni che, nel corso dei 3 anni precedenti, hanno rilevato presenze turistiche per un numero di venti volte superiore ai propri residenti. Tali Comuni faranno direttamente riferimento ai dati pubblicati dall’ISTAT riguardanti le presenze turistiche medie registrate nel triennio precedente all’anno in cui viene deliberato l’aumento dell’imposta.

Aumento tassa di soggiorno: le reazioni

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Profonda delusione da parte delle principali associazioni coinvolte in linea diretta dalla novità contenuta nella Manovra 2023.

Vittorio Messina, Presidenze di Assoturismo Confesercenti, ha voluto esprimere il proprio dissenso:

Con questo nuovo intervento, l’imposta diventa un vero e proprio esborso, da 280 euro a settimana per una famiglia con due figli. Una stangata da evitare assolutamente, anche in considerazione del fatto che l’imposta di soggiorno già costa agli ospiti delle strutture ricettive italiane più di mezzo miliardo di euro l’anno: tra questa e l’Iva su prodotti e servizi turistici, i visitatori del nostro paese sono tra i turisti più tartassati al mondo.

Negativo anche il commento da parte di Federalberghi:

È un pessimo regalo di Natale per le imprese e i lavoratori turistici delle destinazioni interessate, che con grande fatica si stanno risollevando dal baratro in cui erano sprofondate durante la pandemia e sono tuttora alle prese con la stangata del caro energia.