Turismo in Italia, persi 150 milioni: il motivo

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
08/03/2022

Gli effetti per l’Italia della guerra in Ucraina non si fermano esclusivamente all’aumento dei prezzi delle bollette, ma si espandono anche ad altri settori. Uno di questi è sicuramente il settore del turismo: si stimano perdite rilevanti per il periodo della Pasqua. Approfondiamo insieme la questione.

turismo

Dopo un lieve spiraglio lasciato dal placarsi della situazione pandemica, il settore turistico sembrava essere avviato verso una graduale ripresa, sfruttando anche la Pasqua alta che garantisce un clima piacevole in tutta la Penisola. A rovinare i piani è però la guerra in Ucraina: lo stop agli aerei russi e bielorussi rappresenta una perdita elevatissima per il turismo italiano.

Vediamo insieme a quanto ammontano le perdite previste per il turismo italiano.

Stop agli aerei russi: quali conseguenze per il turismo italiano?

Italia

Con lo stop ai voi russi in tutta Europa, diminuirà moltissimo anche il turismo di cittadini russi verso l’Italia. Questo rappresenta un grave danno al settore in quanto da sempre i turisti russi sono considerato top-spender, ossia turisti che sono soliti spendere molto nei loro periodi di vacanza.

L’Italia è sempre stata una delle mete preferite per gli oligarchi e non solo: nel 2019 si sono contati più di 1,7 milioni di presenze di russi nel Bel Paese, collocate nelle mete turistiche principali italiane.

Turismo: quanto perderà l’Italia con la guerra in Ucraina?

Italia

Le perdite stimate per il solo 2022, considerando anche il periodo pasquale molto vicino al mese di Maggio, ammontano a circa 150 milioni di euro. Denaro proveniente principalmente dalle tasche dei così detti oligarchi russi. Di recente sono stati moltissimi i beni sequestrati in Italia di proprietà di cittadini russi: yacht di lusso, ville e moltissime altre proprietà.

Il legame storico e culturale tra il popolo russo e quello italiano inoltre è molto profondo, con i sovietici che hanno sempre avuto profonda stima degli usi e costumi della cultura italiana.