UE: entro sei mesi stop totale al gas russo

Continua il piano dell’Unione Europea per fermare e contrastare la Russia, senza ricorrere ad armi o a violenza fisica. Dopo i cinque pacchetti di sanzioni, arriva l’annuncio del totale stop probabile al gas russo entro sei mesi. Ma non tutti i Paesi Membri sono a favore: vediamo chi è contrario alla norma.

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Il Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha ufficialmente annunciato che il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca sarà orientato alla cessazione dei rapporti di fornitura di gas con qualsiasi Paese Membro dell’UE. Ciò porterà sicuramente a delle discussioni interne, in quanto non tutti gli Stati sono concordi in una decisione così drastica.

Vediamo dunque quali saranno gli scenari macroeconomici più probabili e quali sono gli Stati contrari.

Stop a gas russo UE: chi è contrario?

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Von Der Leyen ha lasciato intendere che il prossimo pacchetto di sanzioni UE contro la Russia avrà lo scopo di azzerare gradualmente i rapporti in essere di fornitura di gas con ogni Paese membro dell’Unione. Si tratta di una decisione drastica, ma in linea con la politica dell’UE di contrastare Putin con l’economia e non con la forza militare.

Ma una decisione simile è condivisa da tutti? Ovviamente vi sono dei paesi molto dipendenti dal gas russo, che non hanno intenzione di abbandonare definitivamente le forniture. Tra questi vi è l’Ungheria, con il Ministro degli Esteri che non h usato mezzi termini: “Nella sua forma attuale, il pacchetto di sanzioni di Bruxelles non può essere sostenuto, non possiamo responsabilmente votarlo”.

A tale visione si allinea la Slovacchia, che mira in primis a mantenere la stabilità energetica propria. Tali dichiarazioni lasciano trapelare anche delle motivazioni politiche, non è un mistero infatti che l’Ungheria sia tendente a Putin.

Cosa rischia l’UE?

Guerra

Da tutta questa vicenda, chi ne potrebbe uscire ulteriormente indebolita è l’Unione Europea, con il proliferare di queste spaccature interne dettate sia da motivi economici che politici. Va considerato che il sesto pacchetto prevede l’esclusione della Russia dallo Swift, il sistema di pagamento internazionale, che renderebbe isolata la Russia dal mondo intero.

Ciò causerebbe problemi a Mosca ma anche a tutti i paesi cui è fortemente legata economicamente. Gli Stati Membri saranno pronti a sacrificare i propri interessi in favore dell’applicazione delle sanzioni e quindi dell’unità dell’UE?

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