Voli, rimborsi per ritardi o cancellazione: importi e quando spettano

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
08/11/2022

Continua l’ondata di scioperi e problemi legati alla mancanza di personale che sta colpendo dalla scorsa estate i principali aeroporti europei. Ogni giorno centinaia di voli subiscono ritardi o cancellazioni: in quali casi è possibile richiedere il rimborso? Scopriamolo insieme nel seguente articolo.

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Vanno avanti oramai da mesi gli scioperi da parte del personale delle principali compagnie aeree europee. La maggior parte dei disagi riguarda gli aeroporti di Amsterdam, Francoforte, Parigi, Amburgo e Bruxelles, dove avvengono i principali scali per i voli internazionali.

Ma cosa si può fare nel caso in cui il nostro volo venga cancellato o subisca un ritardo importante? Vediamo nel dettaglio cosa dice la normativa a riguardo.

Volo cancellato: cosa dice la normativa

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In caso di ritardo o cancellazione del volo, se la compagnia aerea ha base nell’Unione Europea si applica il Regolamento UE n. 261: in caso di volo annullato, il passeggero deve essere destinato su un altro volo, anche di altra compagnia.

Il passeggero, tuttavia, può chiedere il rimborso e il risarcimento nel caso in cui la cancellazione del volo avvenga meno di due settimane prima dalla partenza.

Se la compagnia ha sede al di fuori dell’Unione Europea, invece, bisogna vedere cosa prevede la normativa del Paese di cui fa parte.

Rimborso o risarcimento?

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Secondo la normativa europea in vigore, se il volo viene cancellato meno di 14 giorni prima della partenza, il passeggero può chiedere il risarcimento, che varia da 250 euro a testa per voli fino a 1500 chilometri a 400 euro per i voli oltre 1500 chilometri.

Se la compagnia informa della cancellazione prima dei 14 giorni dalla partenza e garantisce un altro volo alternativo con cui partire non oltre 2 ore prima dell’orario previsto, il risarcimento non è dovuto.

Il risarcimento non è dovuto anche se la cancellazione viene segnalata 7 giorni prima o meno, ma la compagnia offre un volo alternativo che permetterebbe di partire non oltre 1 ora prima dell’orario previsto inizialmente. In questo caso, però, la compagnia deve anche proporre un volo che permetta di raggiungere la meta con un ritardo non superiore alle 4 ore: in questo caso si può avere un risarcimento del 50%.

Il risarcimento spetta anche se il volo ha un ritardo di oltre 3 ore, a meno di condizioni definite eccezionali come maltempo, sciopero o blocco informatico. Nel caso in cui il passeggero rimanga bloccato in aeroporto, la compagnia deve garantire acqua, cibo e un alloggio. Se non lo fa, il passeggero che deve pagare tutto può chiedere il rimborso totale di quanto speso.