Volo cancellato o in ritardo: quando spettano rimborso e risarcimento

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
05/12/2022

Continuano gli scioperi legati alla crisi energetica e alla mancanza di personale nei principali aeroporti europei. Ogni settimana vengono cancellati centinaia di voli, e ancora più numerosi sono i casi in cui si registrano ritardi importanti. Vediamo cosa dice la normativa in merito al diritto del passeggero di ricevere il rimborso o il risarcimento.

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Vanno oramai avanti da mesi gli scioperi del personale degli scali aeroportuali e delle compagnie aeree europee. La maggior parte dei disagi riguarda gli aeroporti di Amsterdam, Francoforte, Parigi, Amburgo e Bruxelles, dove avvengono i principali cambi per i voli internazionali.

Ma cosa può fare il passeggero nel caso in cui il proprio volo subisca un forte ritardo o venga cancellato? Scopriamolo insieme.

Volo in ritardo o cancellato: cosa può fare il passeggero?

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Come deve comportarsi il passeggero che vede cancellare il proprio volo, o che subisce un importante ritardo?

In caso di ritardo o cancellazione del volo, se la compagnia aerea ha base nell’Unione Europea si applica il Regolamento UE n. 261: in caso di volo annullato, il passeggero deve essere destinato su un altro volo, anche di altra compagnia. Il passeggero, tuttavia, può chiedere il rimborso e il risarcimento nel caso in cui la cancellazione del volo avvenga meno di due settimane prima dalla partenza.

Se la compagnia ha sede al di fuori dell’Unione Europea, invece, bisogna vedere cosa prevede la normativa del Paese di cui fa parte.

Volo annullato: quando spetta il risarcimento

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Secondo la normativa europea in vigore, in caso di volo annullato il passeggero può richiedere il rimborso, un volo alternativo o un volo di ritorno (e, talvolta, anche l’assistenza in aeroporto).

Se il volo viene cancellato meno di 14 giorni prima della partenza, il passeggero può chiedere il risarcimento, che varia da 250 euro a testa per voli fino a 1500 chilometri a 400 euro per i voli oltre 1500 chilometri. Se la compagnia informa della cancellazione prima dei 14 giorni dalla partenza e garantisce un altro volo alternativo con cui partire non oltre 2 ore prima dell’orario previsto, il risarcimento non è dovuto.

Il risarcimento non è dovuto anche se la cancellazione viene segnalata 7 giorni prima o meno, ma la compagnia offre un volo alternativo che permetterebbe di partire non oltre 1 ora prima dell’orario previsto inizialmente. In questo caso, però, la compagnia deve anche proporre un volo che permetta di raggiungere la meta con un ritardo non superiore alle 4 ore: in questo caso si può avere un risarcimento del 50%.

Il risarcimento spetta anche se il volo ha un ritardo di oltre 3 ore, a meno di condizioni definite eccezionali come maltempo, sciopero o blocco informatico. Nel caso in cui il passeggero rimanga bloccato in aeroporto, la compagnia deve garantire acqua, cibo e un alloggio. Se non lo fa, il passeggero che deve pagare tutto può chiedere il rimborso totale di quanto speso.