Wall Street: crolla il Nasdaq e l’hi-tech, cosa succede?

Wall Street: ultime ore concitate per i principali listini. Crolla il Nasdaq, che registra la peggiore seduta degli ultimi quattro mesi. Soffrono soprattutto i titoli hi-tech e Tesla, che con un calo dell’8% manda in cenere tutti i guadagni ottenuti nel 2021. 

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Nelle ultime ore è in corso una vera e propria tempesta a Wall Street. Crollano quasi tutti i maggiori mercati borsistici americani, Nasdaq in primis. Ma preoccupano soprattutto i titoli tecnologici e le grandi società “big tech”, che dopo gli ottimi risultati degli ultimi mesi registrano perdite importanti, dando spago alle teorie che affermavano una corsa eccessiva delle loro quotazioni.

Giornata nera per Tesla, che in poche ore cancella tutti i guadagni del 2021.

In Europa il rosso appare più contenuto ma torna prepotentemente a salire lo spread.

Wall Street: i numeri della giornata nera

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Giornata da bollino nero quella appena conclusasi a Wall Street, che chiude con un rosso che non si vedeva da oltre quattro mesi.


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Crollano il Dow Jones (-1,76%) e lo Standard&Poor’s (-2,43%), ma a preoccupare è soprattutto il Nasdaq, che cade del 3,52% e arretra a 13.199 punti base.

Andamenti negativi condizionati in primis dai titoli tecnologici, che dopo gli importanti risultati dell’ultimo anno (grazie ai numerosi lockdown) cedono ora di fronte alla prospettiva di ripartenza dell’economia post campagna vaccinale.

Il “Gafam“, l’acronimo che riunisce le cinque principali multinazionali dell’IT quotate a Wall Street, offre una fotografia della situazione: -3,06% per Google, quasi al pari di Apple (-3,47%) e Amazon (-3,21%), e perdite importanti anche per Facebook (-2,5%) e Microsoft (-2,46%).

Terribile, invece, l’andamento di Tesla, che con un calo dell’8,06% brucia tutti i guadagni ottenuti in questi primi due mesi del 2021.

Riflessi anche nei mercati europei

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Segno rosso anche per i principali mercati europei, seppur nettamente distanti dai livelli americani.

Piazza Affari perde lo 0,15%, assestandosi su quota 23.063, e torna a salire lo spread. Il differenziale tra i BTP italiani e i Bund tedesci torna a sfondare il muro dei 100 punti base fermandosi a quota 102, tre in più rispetto al closing di mercoledì.

Per la prima volta da giugno, invece, registrano un andamento positivo i rendimenti dei titoli decennali francesi e austriaci.


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Situazione più stabile, quindi, nei primi mercati europei, che continuano però ad osservare con interesse l’evolversi dell’economia d’oltreoceano.

Secondo gli analisti, infatti, la paura di una ripresa dell’inflazione potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse, con effetti che si ripercuoterebbero su tutti i principali mercati del globo.

Ma Jerome Powell, numero uno della banca centrale americana, ha voluto rassicurare gli investitori affermando che i tassi rimarrano ai livelli attuali almeno fino a quando non si saranno fatti passi importanti nel risollevare l’occupazione, cosa che al momento appare ancora lontana.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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