Negli ultimi tempi, fare la spesa è diventato sempre più oneroso, con un impatto significativo sul budget delle famiglie italiane. La recente introduzione della cosiddetta “frigo tax” aggiunge un ulteriore peso economico sui consumatori.

Questa tassa, ufficializzata dal governo di Giorgia Meloni, viene applicata direttamente al supermercato sui prodotti conservati in frigorifero, in particolare sulle bibite.
Perché è stata inseria la “Frigo tax” e quanto costa
La frigo tax è un sovrapprezzo che alcuni supermercati hanno iniziato ad applicare alle bevande refrigerate. L’obiettivo di questa tassa è aiutare i negozianti a coprire i costi delle bollette energetiche, anch’esse aumentate a causa dell’inflazione e dei rincari degli ultimi mesi.
La maggiorazione può variare da 20 centesimi fino a 1 euro per ogni bibita refrigerata, mentre le bevande non refrigerate sugli scaffali mantengono il loro prezzo abituale.
Impatto sui consumatori

Questa nuova tassa ha suscitato numerose polemiche e preoccupazioni. Molti sostengono che il costo aggiuntivo delle bevande refrigerate sia sempre esistito, ma ciò che ha sollevato critiche è l’indicazione esplicita di questo sovrapprezzo sullo scontrino, separata dal prezzo del prodotto.
Questa distinzione evidenzia l‘extra costo e rende chiaro che, acquistando lo stesso prodotto a temperatura ambiente, non si dovrebbe pagare tale tassa.

