Gestire gli orari del riscaldamento in condominio può diventare fonte di contese, ma le regole parlano chiaro: è l’assemblea a stabilire le tempistiche, oppure è l’amministratore a decidere. Ecco come funziona e quali sono i tuoi diritti.

Chi ha il potere di decidere gli orari del riscaldamento in condominio?
Quando si vive in condominio, uno dei temi più delicati e spesso dibattuti riguarda l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento centralizzato. A differenza di chi ha un sistema autonomo, dove ognuno è libero di gestire la temperatura e gli orari secondo le proprie preferenze, nei condomini con riscaldamento centralizzato la questione diventa più complessa e coinvolge tutti i residenti. Allora, chi stabilisce realmente gli orari di accensione e spegnimento dei termosifoni?
La risposta dipende da una combinazione di normative nazionali, regolamenti condominiali e decisioni prese dall’amministratore o dall’assemblea condominiale. Vediamo insieme i dettagli.
Come vengono decisi gli orari di accensione e spegnimento?
Le regole per l’accensione del riscaldamento centralizzato non sono lasciate al caso e dipendono principalmente dalla zona climatica in cui si trova il condominio. Ogni anno, infatti, il Governo stabilisce un calendario con le date di avvio e fine della stagione termica, che varia a seconda della regione e del clima locale. Questo significa che il periodo di accensione può essere diverso tra Nord, Centro e Sud Italia.
Per quanto riguarda gli orari giornalieri, la normativa stabilisce che il riscaldamento centralizzato può essere acceso dalle 5 del mattino fino alle 23 di sera. Tuttavia, è il regolamento condominiale a determinare i tempi esatti, sempre rispettando i limiti fissati dalla legge. Qualsiasi deroga o variazione rispetto a questo schema deve essere approvata dall’assemblea condominiale con una votazione.
L’amministratore o l’assemblea: chi ha l’ultima parola?

La gestione degli orari del riscaldamento dipende principalmente da due figure:
- L’assemblea condominiale: rappresenta il massimo organo decisionale del condominio. Se i condomini vogliono modificare gli orari di accensione o spegnimento dei termosifoni, devono convocare un’assemblea e proporre una votazione. È necessario ottenere la maggioranza prevista dalle leggi condominiali (di solito la maggioranza assoluta dei presenti e dei millesimi), per approvare qualsiasi cambiamento rispetto agli orari stabiliti nel regolamento vigente.
- L’amministratore di condominio: se non vi sono indicazioni chiare da parte dell’assemblea, l’amministratore può prendere decisioni autonome, sempre nel rispetto delle normative locali e nazionali. Questo accade soprattutto in situazioni di emergenza, come condizioni climatiche particolarmente avverse, dove è necessario accendere il riscaldamento prima della data stabilita o prolungare gli orari di accensione.
E se qualcuno non è d’accordo? Cosa fare in caso di dissensi
Non è raro che in condominio sorgano divergenze riguardo la gestione del riscaldamento: qualcuno potrebbe voler prolungare gli orari, mentre altri potrebbero preferire ridurli per contenere le spese. In questi casi, il miglior modo per affrontare la questione è la convocazione di un’assemblea in cui tutti i residenti possano esprimere la propria opinione e votare.
Se l’assemblea non raggiunge un accordo, la decisione spetta all’amministratore, ma i condomini dissenzienti hanno la possibilità di contestare la scelta rivolgendosi a un avvocato e, se necessario, presentare un ricorso al giudice. Tuttavia, è importante ricordare che, a meno che non vengano superati i limiti stabiliti dalla normativa (ad esempio temperature superiori a 19 gradi o orari di accensione fuori dalle fasce previste), difficilmente il tribunale accoglierà il ricorso.
Le regole sulla temperatura: il limite di 19 gradi
Un altro punto cruciale riguarda la temperatura massima consentita negli appartamenti e negli spazi comuni: la normativa prevede che i termosifoni non possano superare i 19 gradi nelle abitazioni private. Qualsiasi variazione di questo limite può essere consentita solo per brevi periodi e per giustificati motivi (come ad esempio la presenza di bambini molto piccoli o anziani).
È fondamentale rispettare questa regola, perché il superamento delle temperature previste comporta sanzioni sia per il condominio che per i singoli inquilini, e può portare a ulteriori limitazioni imposte dalle autorità locali.

