Assegno di accompagnamento: aumenti in arrivo per chi?

Nel 2024, il Decreto Legislativo del Patto per la Terza Età ha introdotto un’importante novità per il sostegno agli anziani in Italia, segnando un momento significativo per l’assistenza agli anziani più bisognosi. L’annuncio dell’aumento dell’assegno di accompagnamento da 530 a 1380 euro al mese rappresenta una svolta per molti, ma è fondamentale comprendere chi saranno i beneficiari di questo incremento e quali implicazioni porterà.

Chi si vedrà aumentato l’assegno di accompagnamento?

L’aumento dell’assegno di accompagnamento è destinato a un numero limitato di beneficiari, circa 25.000 persone su scala nazionale. Questa misura mira a supportare gli anziani non autosufficienti più bisognosi, offrendo loro un sostegno finanziario maggiorato per affrontare le spese legate all’assistenza personale.

Criteri e limitazioni dell’assegno di accompagnamento

Il beneficio non sarà universale ma circoscritto a specifiche categorie di anziani, principalmente quelli riconosciuti come invalidi gravissimi. Questi individui attualmente ricevono assegni di cura che variano da 350 a 1200 euro al mese, con un limite ISEE superiore ai 6.000 euro, destinati esclusivamente all’assistenza qualificata.

La nuova formula dell’assegno

L’incremento previsto si tradurrà in un voucher mensile da 850 euro per prestazioni assistenziali, leggermente inferiore ai 1000 euro inizialmente attesi. È importante sottolineare che questo assegno rafforzato non si cumulerà con gli altri assegni di cura erogati a livello regionale, ma rappresenterà un’alternativa a questi ultimi.

Preoccupazioni e criticità

Nonostante l’intento positivo, esistono preoccupazioni significative riguardo all’impatto complessivo di questa riforma. Le associazioni che rappresentano le persone malate e non autosufficienti esprimono timori che la riforma possa non essere sufficientemente inclusiva, escludendo di fatto una parte degli anziani bisognosi. Inoltre, la questione etica di chiedere ai malati cronici non autosufficienti di pagare per servizi sanitari che dovrebbero essere garantiti dallo Stato solleva dubbi sulla completezza dell’assistenza fornita.

L’incremento dell’assegno di accompagnamento è senza dubbio un avanzamento nella direzione giusta per migliorare l’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Tuttavia, è chiaro che il dibattito sulle modalità di erogazione e l’inclusività della misura è ancora aperto. Sarà essenziale monitorare l’implementazione di questa riforma e assicurarsi che non solo sia efficace nel fornire il sostegno necessario agli anziani più vulnerabili, ma anche che rispetti i principi di equità e giustizia sociale.