Aumento dell’Iva: quali sono le conseguenze?

Aumento dell’Iva: l’aliquota sale al 21% e porta con sè numerose problematiche. Il Dl 138/2011 introduce novità importanti e interesserà tutte le operazioni imponibili fatturate dopo l’introduzione dell’aumento. Previste difficoltà iniziali per i contribuenti.

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L’aumento dell’aliquota Iva prevista dal Dl 138/2011, che passa dal 20 al 21%, riguarderà la generalità delle operazioni imponibili, eccetto quelle aventi per oggetto i beni e servizi elencati nella parte II e nella parte III della tabella A allegata al Dpr 633/1972: per questi sono previste le aliquote agevolate, rispettivamente del 4 e del 10 per cento.

Saranno assoggettate alla nuova aliquota solo le operazioni effettuate dopo l’introduzione dell’aumento. Vediamo le novità introdotte per i contribuenti dal nuovo decreto legge.

Aumento dell’Iva: i problemi per i contribuenti

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Aumentare l’Iva di un punto percentuale significa rendere più difficili le operazioni per i contribuenti che si troveranno, specie in fase iniziale, a dover fare i conti considerando le operazioni “a cavallo” tra le due aliquote, specie in occasione di beni e servizi complementari con data di fatturazione differenziata (o ancora acconti al 20% e saldi successivi al 21%).


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In caso di fattura differita farà fede la data della consegna del bene, in quanto la fattura emessa entro il 15 del mese successivo seguirà l’aliquota del 20%.

In caso di note di credito emesse ai sensi dell’articolo 26, comma 2, si segue l’aliquota vigente alla data dell’operazione cui si riferisce la variazione.

Sarà più difficile eseguire lo scorporo dell’imposta nel caso di corrispettivi “Iva Compresa”, così come la fatturazione stessa e la liquidazione dell’Iva (viene abolito il calcolo semplificato dei coefficienti di scorporo).

Aumento dell’Iva: le ulteriori novità

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Ricordiamo che il provvedimento prevede anche l’abolizione dell’esonero della certificazione per gli stabilimenti balneari e i depositi Iva. Anche negli stabilimenti nel litorale demaniale vi sarà dunque obbligo di emissione di scontrino per tutti i servizi, compresi quelli di ristorazione.

Per quanto riguarda la cessione di beni o prestazione di servizi ad enti ed istituti come regioni, asl e provincie (si veda l’art. 6 del decreto Iva), se la fattura è stata emessa e contemporaneamente registrata dal fornitore fino al giorno precedente alla data di entrata in vigore della maggiorazione, si mantiene l’aliquota del 20% anche se in tale giorno il corrispettivo non è stato ancora pagato.


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Il fornitore deve dimostrare di aver emesso la fattura in data precedente all’entrata in vigore della nuova aliquota e di aver annotato il documento sia nel registro delle fatture emesse sia in quello dei corrispettivi.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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