Bonus mobili 2024: l’Agenzia delle Entrate chiarisce i documenti e le soglie

Il Bonus Mobili 2024 si conferma un’importante agevolazione per chi intende rinnovare l’arredamento o gli elettrodomestici di casa, in concomitanza con lavori di ristrutturazione.

Introdotto per la prima volta nel 2013, il bonus ha subito varie modifiche nel corso degli anni, attestandosi per il 2024 su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro, che consente una detrazione del 50% delle spese sostenute.

Una domanda ricorrente tra i beneficiari riguarda la documentazione fiscale necessaria per accedere all’agevolazione: è sufficiente lo scontrino oppure è necessaria la fattura? A chiarire il dubbio è l’Agenzia delle Entrate (AdE), secondo cui lo scontrino, purché riporti il codice fiscale dell’acquirente e dettagli su natura, qualità e quantità dei beni acquistati, è valido ai fini del bonus al pari della fattura.

Documentazione e modalità di pagamento del Bonus Mobili

Per usufruire del Bonus Mobili 2024, è fondamentale conservare accuratamente tutta la documentazione relativa agli acquisti. Questa include la ricevuta del bonifico bancario o postale utilizzato per il pagamento, la ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti effettuati con carte di credito o di debito, e la documentazione di addebito sul conto corrente. La fattura di acquisto, o lo scontrino equivalente, deve dettagliare i beni e i servizi acquisiti e riportare il codice fiscale del beneficiario.

L’AdE sottolinea l’importanza di effettuare i pagamenti attraverso canali tracciabili, quali bonifici bancari o postali, carte di credito o di debito, escludendo altre forme come assegni bancari o contanti.

Beni agevolabili con il Bonus Mobili 2024

Il Bonus Mobili 2024 copre l’acquisto di una vasta gamma di mobili e grandi elettrodomestici, purché questi ultimi rispettino determinate classi energetiche. Tra i mobili agevolabili rientrano letti, armadi, cassettiere, scrivanie, tavoli, sedie, divani, poltrone e molti altri, inclusi materassi e apparecchi di illuminazione che non siano già inclusi nell’immobile oggetto di ristrutturazione. Per gli elettrodomestici, è necessario che siano di nuova acquisto e rispettino le classi energetiche previste.