Certificazione Unica 2023: scadenze e novità

A cosa serve la Certificazione Unica? Quali contribuenti devono riceverla obbligatoriamente e quali sono le novità per il 2023? Vediamolo insieme.

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Per coloro che devono presentare la dichiarazione dei redditi la certificazione unica è il documento cui fare riferimento. Se si è un lavoratore dipendente o autonomo oppure si è in pensione essa dovrà essere consegnata dal proprio sostituto d’imposta in quanto tramite questo documento vengono attestati i redditi che si dovranno riportare nel 730 per il calcolo delle imposte.

Certificazione Unica 2023: quando deve essere consegnata

Facciamo il punto sulle date da rispettare. La Certificazione Unica deve essere inviata entro e non oltre il 16 marzo 2023 a tutti i collaboratori autonomi e dipendenti. Nel caso in cui il contribuente sia un pensionato sarà l’Ente previdenziale a provvedere alla consegna.
Sempre entro il 16 marzo 2023, deve essere effettuata in via telematica, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate da parte del sostituto d’imposta.
Questi dovrà utilizzare i modelli approvati in via definitiva dall’Amministrazione finanziaria con il provvedimento del 17 gennaio 2023.
Ricordiamo che sono previste sanzioni in caso di omessa, tardiva o errata presentazione della Certificazione Unica da parte del soggetto obbligato.

Le novità di quest’anno in tema di Certificazione Unica

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Per quanto concerne il 2023 vediamo quali sono le novità presenti nella Certificazione Unica.

Innanzitutto si deve menzionare il bonus benzina. La somma in questione non è sottoposta ad alcuna tassazione fino ad un importo massimo pari a 200 euro erogato a ciascun lavoratore.

Altra novità è costituita dalle detrazioni per i figli a carico. Esse saranno presenti fino al 28 febbraio 2022, data che sancisce la loro uscita di scena a causa dell’entrata in vigore dell’assegno unico e universale.

Da segnalare anche i fringe benefit il cui importo per il 2022 è stato innalzato a 3000 euro. Tale somma risulta esente dal pagamento delle tasse ma qualora l’importo complessivo dovesse essere superiore concorrerebbe alla formazione del reddito.

Infine abbiamo l’inserimento di un trattamento integrativo pari a 1200 euro e che non concorre a formare reddito in caso di reddito complessivo non superiore a 15.000 euro.

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