Fattura semplificata: come trasmetterla, regole e quando usarla

Tra le disposizioni della direttiva 2010/45/Ue in materia di fatturazione, recepita dal Dl-Infrazioni, vi è l’introduzione della fattura semplificata, per operazioni di importo fino a 100 euro

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Dal Dl-Infrazioni, che recepisce la direttiva Ue 2010/45, giungono importanti novità riguardanti il contenuto delle cosiddette “fatture light” oltre che le sue regole di trasmissione. A partire dal 1° gennaio infatti, le mini-transazioni, ovvero le operazioni di importo fino a 100 euro, potranno essere portate a compimento emettendo un documento contenente un numero ridotto di informazioni rispetto a quelle ordinariamente prescritte dall’art. 21 del dpr 633/72.

Innanzitutto c’è da dire che, in base al decreto, diventa obbligatorio indicare la partita Iva del cessionario o del committente, in precedenza previsto solo per le fatture in reverse charge o per quelle nei confronti di operatori comunitari. Va indicato il codice fiscale, invece, se il destinatario nazionale non agisce nell’esercizio d’impresa, arti o professioni. Il decreto detta poi un elenco più puntuale delle diciture da usare quando l’operazione non reca l’addebito dell’imposta (articolo 21, comma 6), poiché occorre precisare se l’operazione è non imponibile, non soggetta, esente o sottoposta a regime speciale (agenzie viaggi o margine, specificando se si tratta di margine per i beni usati, gli oggetti d’arte o quelli d’antiquariato o collezione). Le operazioni extraterritoriali verso soggetti passivi debitori dell’imposta in altro Stato membro, invece, vanno completate con l’indicazione “inversione contabile”, anche se non è vietato scrivere “reverse charge” in maniera da agevolare il cliente estero. In tutti i casi è comunque ammessa la redazione delle fatture in lingua straniera, salvo traduzione su richiesta degli organi di controllo. Infine, occorre riportare la dicitura “Iva per cassa” per le operazioni regolate dall’articolo 32-bis del decreto legge 83/2012.


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In tal contesto, la “fattura semplificata”, disciplinata dal nuovo articolo 21-bis, è utilizzabile, come già accennato, solo quando il corrispettivo totale (Iva compresa) non supera 100 euro. Con decreto ministeriale tuttavia, il limite di valore per l’emissione della fattura semplificata può essere elevato fino a 400 euro, e può essere rimosso per particolari tipologie di operazioni, in specifici settori o a particolari categorie di soggetti. Questa modalità consente di omettere i dati del cliente, del quale basterà riportare il numero di partita Iva o il codice fiscale, se è stabilito in Italia, o l’identificativo Iva per i comunitari.

Tale fattura inoltre, potrà avvalersi di una descrizione dell’operazione più sintetica e può riportare il corrispettivo totale (Iva compresa) e l’aliquota per lo scorporo, anziché imponibile e imposta. Stesse regole per le note di variazione, qualificate come “fatture rettificative”, che secondo l’articolo 21-bis, comma 1, lettera h), devono però contenere all’interno del documento il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni oggetto di modifica.

I contenuti della fattura semplificata

Vediamo nel dettaglio quali sono i contenuti che devono essere inseriti nella fattura light:
data di emissione;

  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • dati identificativi del cedente/prestatore, dell’eventuale rappresentante fiscale o stabile organizzazione, compreso il numero di partita Iva;
  • dati identificativi del cessionario/committente, dell’eventuale rappresentate fiscale o stabile organizzazione. In alternativa, se si tratta di soggetti stabiliti nel territorio dello stato, può essere indicato il numero di partita Iva o, se si tratta di privati, il codice fiscale, mentre se si tratta di soggetti passivi stabiliti in altri paesi dell’Ue è sufficiente indicare il numero identificativo Iva;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  • ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;
  • nel caso delle note di variazione, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

In cosa consiste la semplificazione della fattura?

La fattura è semplificata essenzialmente per tre motivi. In primis, come abbiamo già spiegato, dà la possibilità di omettere i dati (nome, cognome, denominazione, indirizzo ecc.) del cliente nazionale o comunitario e di identificarlo con il solo numero di partita Iva o (per i privati italiani) di codice fiscale. In secondo luogo, consente di indicare in modo più generico l’oggetto dell’operazione, non essendo specificamente richiesto di riportare la natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi, ma solamente la descrizione.

Infine, permette di indicare solamente l’importo complessivo lordo, specificando l’importo dell’Iva incorporata oppure soltanto l’aliquota. In poche parole, per fatturare un importo di 85 euro Iva compresa, basterà ad esempio indicare nel documento la dicitura “totale 85 euro compresa Iva 10%”.

Quando è consentita la fattura semplificata?

Bisogna fare attenzione poiché la fattura light non è consentita in tutti i casi in cui l’operazione ha un importo inferiore a 100 euro. Vi sono ad esempio situazioni dove non è consentito ricorrere al sistema di fatturazione semplificata. Non è prevista ad esempio nel caso di cessioni intracomunitarie di cui all’art. 41, dl 331/93, così come nel caso di cessioni e prestazioni di cui all’art. 21, comma 6-bis, lett. a), dpr 633/72, ossia operazioni non soggette a Iva in Italia per mancanza di territorialità effettuate nei confronti di soggetti passivi tenuti al pagamento dell’imposta in altro stato membro. Si possono invece emettere, senza limite di importo, le semplificate in caso di note di variazione dell’imponibile e dell’imposta, fatture rettificative ex articolo 26 del dpr 633/1972. Infine, il nuovo comma 4 del l’articolo 1, legge 18/83 prevede la possibilità di emettere le fatture semplificate anche con il registratore di cassa. Il nuovo documento si potrà usare, per esempio, per le fatture dei ristoranti.