IMU, sconto del 50% se l’immobile viene concesso in comodato

Nel 2024, coloro che decidono di concedere in comodato un immobile avranno l’opportunità di beneficiare di una significativa agevolazione fiscale sull’IMU, riducendola del 50%. Tuttavia, è essenziale rispettare specifiche condizioni per accedere a questo vantaggio.

Sconto del 50% sull’IMU

L’IMU, Imposta Municipale Unica, introdotta nel 2012 in sostituzione dell’ICI, è applicata su diversi tipi di immobili, inclusi fabbricati, terreni edificabili e agricoli, oltre che su altri diritti immobiliari quali usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Questa imposta riguarda i proprietari di immobili o chi detiene certi diritti su di essi, estendendosi anche a chi ha preso un immobile in leasing o in concessione aree demaniali.

Il calcolo dell’IMU si basa sul valore dell’immobile, definito “base imponibile”, applicando un’aliquota percentuale. Ad esempio, su un immobile del valore di 100 euro con un’aliquota del 2%, l’imposta ammonta a 2 euro. Tuttavia, esistono delle situazioni che consentono una riduzione della base imponibile di metà, portando, nell’esempio citato, l’imposta a soli 1 euro.

Tra le circostanze che permettono questa riduzione, spicca il comodato d’uso gratuito a un parente in linea retta di primo grado (figlio o genitore), che utilizza l’immobile come abitazione principale. Il comodato gratuito si distingue dalla locazione o dall’affitto, poiché non prevede un canone.

Come pagare il 50% dell’IMU

Per godere della riduzione del 50% sulla base imponibile dell’IMU, il contratto di comodato deve essere registrato. Il proprietario (comodante) deve possedere una sola abitazione in Italia e risiedere nello stesso comune dell’immobile concesso in comodato. È possibile ottenere l’agevolazione anche se il proprietario possiede un’altra abitazione nel medesimo comune, purché non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Questa opportunità si estende anche ai casi in cui, a seguito del decesso del parente beneficiario del comodato, il coniuge sopravvissuto continui a vivere nell’immobile, a condizione che vi siano figli minori.