La nuova Carta Spesa Solidale regala un credito da 382,50 euro: attenzione a non farla scadere

In questi tempi di sfide economiche, il governo italiano ha messo in campo un’iniziativa significativa per sostenere le famiglie più bisognose: la “Carta Spesa Solidale“. Questo strumento è stato pensato per offrire un aiuto concreto a coloro che affrontano difficoltà nel soddisfare le esigenze primarie, come l’acquisto di beni alimentari e carburante.

Estensione del termine per l’attivazione della carta

Il Ministero dell’Agricoltura, riconoscendo l’importanza di questa misura di sostegno, ha esteso il termine per l’attivazione della “Dedicata a te”. Inizialmente prevista per il 15 settembre 2023, la scadenza è stata spostata al 31 gennaio 2024, consentendo così alle famiglie di avere più tempo per beneficiare di questa opportunità.

Beneficiari e contributo aggiuntivo

La “Carta Spesa Solidale” si rivolge principalmente ai nuclei familiari con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore ai 15.000 euro. Un contributo di base di 382,50 euro è previsto per coloro che hanno già attivato la carta. Inoltre, è stato introdotto un bonus aggiuntivo di 77,20 euro per coloro che, a causa di impedimenti, non sono riusciti a ritirarla o attivarla nei termini stabiliti inizialmente.

Come utilizzare la carta

Questa carta elettronica di pagamento può essere utilizzata per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità, carburante, o per abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locale. La gestione della carta è affidata a Poste Italiane S.p.A., che si è assicurata che i beneficiari possano utilizzare facilmente le somme accreditate per le loro esigenze.

Scadenze non rispettate? Il beneficio verrà revocato

È cruciale che i beneficiari effettuino il primo pagamento con la “Carta Spesa Solidale” entro il 31 gennaio 2024. Il mancato rispetto di questa scadenza potrebbe comportare la perdita del beneficio. Poste Italiane S.p.A. sta adottando misure per facilitare l’attivazione delle carte, anche per coloro che non sono riusciti a ritirarle precedentemente.