Monito dell’Europarlamento sulla pubblicità occulta su Internet

Adottata al Parlamento UE la risoluzione che protegge i consumatori dalle nuove forme di pubblicità invasive presenti su social network, forum, blog ed email. Le novità per migliorare la trasparenza delle informazioni.

Presentata dall’eurodeputato francese Juvin, è stata approvata ieri la risoluzione del Parlamento Europeo sull’impatto della pubblicità online sul comportamento del consumatore. Gli eurodeputati richiedono pubblicità capaci di promuovere modelli di comportamento positivi.

Analizziamo nello specifico il monito dell’Europarlamento.

Internet e pubblicità occulta: entra in campo l’UE

La risoluzione sottolinea come si sia ormai sviluppata una nuova forma di pubblicità occulta su Internet, che non è ancora regolamentata perché non ricade nell’alveo della Direttiva sulle pratiche commerciali sleali del 2005.

Queste forme di pubblicità on-line, che si diffondono principalmente su social network, forum e blog – si legge nella risoluzione – si presentano come semplici opinioni personali, ma in realtà nascondono un vero e proprio spot. Pertanto il consumatore è indotto a credere che l’informazione sulla quale si basa provenga da una fonte obiettiva.

È un comportamento pressoché diffuso tra le aziende quello di diffondere messaggi e commenti che sembrano provenire dai consumatori stessi laddove si tratta, in realtà, di messaggi di natura pubblicitaria o commerciale.

Per questo la risoluzione adottata invita gli Stati membri a:

  • Incoraggiare l’emergere nei forum di osservatori/moderatori che tengano sotto controllo la pratica commerciale scorretta;
  • Diffondere campagne di informazione intese a mettere in guardia i consumatori da siffatte forme “occulte” di pubblicità.

Il Parlamento inoltre esprime preoccupazione per la “banalizzazione della pubblicità comportamentale e lo sviluppo di pratiche pubblicitarie invadenti”, come la lettura del contenuto delle email, l’utilizzo delle reti sociali e della geo-localizzazione, nonché la ripetizione del bersagliamento pubblicitario, poiché rappresentano una violazione della vita privata dei consumatori.

Le richieste degli europarlamentari

La pubblicità comportamentale, basata sulla tracciatura degli individui (cookie, costituzione di profili), non è oggetto di un consenso esplicito del consumatore.

Ed è per questo, cioè per migliorare la trasparenza e l‘informazione al consumatore, che gli eurodeputati chiedono alla Commissione di sviluppare degli strumenti che permettano ai consumatori di proteggere i propri dati personali su Internet, di introdurre l’obbligo di inserire in modo chiaramente leggibile la dicitura “pubblicità comportamentale” nelle pubblicità on-line di questo tipo e di introdurre un sistema UE di “etichettatura dei siti” per certificare la conformità alla normativa europea sulla protezione dei dati personali.

Il Parlamento, infine, aspira a una pubblicità capace di promuovere “sani modelli di comportamento”, che possano avere “un’influenza positiva sulla percezione di tematiche quali ruoli di genere, immagine del corpo umano e normalità”.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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