PMI: stop alle verifiche ispettive inutili

Con l’obiettivo di semplificare e rendere più agevole la vita alle piccole e medie imprese, le attività di vigilanza e di verifica degli enti locali e regionali saranno ridotte alle sole effettivamente necessarie. Obblighi da rispettare e proporzionalità al rischio i nuovi focus dei controlli.

PMI, addio alle verifiche ispettive inutili

Addio ai controlli regionali o locali doppi e tripli. Sulle piccole e medie imprese devono essere eseguite le sole attività di controllo necessarie.

A definirlo sono le nuove “Linee guida in materia di controlli ai sensi dell’art. 14, comma 5, del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35” messe a punto dalla Conferenza Unificata nel corso dell’ultima riunione.

Queste linee guida riguardano i controlli di pertinenza di regioni ed enti locali nei confronti delle imprese che hanno richiesto finanziamenti, ma anche per bar, acconciatori e negozi in genere, officine, tintorie, centri di estetica e palestre.


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Controlli sulle PMI: le nuove linee guida

PMI, addio alle verifiche ispettive inutili

Sulle piccole e medie imprese italiane le attività di vigilanza e di verifica dovranno essere ridotte a quelle effettivamente necessarie. Addio quindi ai controlli doppi e tripli da parte di regione ed enti locali.

L’obiettivo che si vuole raggiungere con queste nuove linee guida è quello di “garantire il minimo intralcio al normale esercizio delle attività dell’impresa”, oltre che minimizzare i costi per gli enti e per la stessa piccola e media impresa, che, più di ogni altra, sostiene maggiori costi amministrativi per l’adempimento degli obblighi imposti.

Il metodo suggerito per raggiungere lo scopo si identifica con  il censimento dei procedimenti di controllo e di tutti i soggetti coinvolti alla loro attuazione. In questo modo, tutte le informazioni raccolte verranno rese disponibili a più amministrazioni, per evitare eventuali sovrapposizioni di verifiche da parte di enti differenti.

Un cambiamento epocale, che potrebbe portare una reale rivoluzione nella nozione di controllo, il cui concetto deve evolvere da una funzione di accertamento formale a una funzione di verifica dell’effettivo adempimento sostanziale alle disposizioni per la tutela degli interessi pubblici, anche attraverso un’azione di collaborazione con le imprese.


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Come avverranno i controlli

PMI, addio alle verifiche ispettive inutili

Prenderanno forma le così dette check-list. Per ogni verifica di adempimento, l’ufficio competente dovrà individuare tutti gli obblighi che l’impresa deve rispettare.

Gli sportelli unici dovranno far pubblicare sui siti istituzionali le liste di tali obblighi, eventualmente con l’integrazione di disegni o immagini, ma anche curare la pubblicazione di materiale informativo. E online dovranno essere presentate le FAQ, per permettere a tutti la corretta interpretazione delle disposizioni normative più difficili e complesse.

Inoltre, cambiano anche le modalità di scelta delle aziende da controllare.

Evitando i controlli temporali fissi e le scelte casuali o a campione, le imprese da controllare saranno scelte valutando il rischio connesso ad una determinata attività e la probabilità che si verifichi un danno all’interesse pubblico tutelato. Maggiore è il rischio, maggiore saranno le necessità di controllo.

Infine, qualora i controlli eseguiti indichino delle inadempienze, il controllore dovrà comunicare all’impresa il modo ed il termine entro il quale conformarsi e la relativa sanzione potrà essere applicata solamente nel caso della mancata adempienza al richiamo.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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