Ravvedimento speciale ,nuova proroga: rinviata la scadenza

l governo ha annunciato una nuova proroga per il ravvedimento speciale, estendendo ulteriormente la scadenza per i versamenti al 31 maggio 2024.

Questa modifica, inserita in un recente decreto che ha suscitato molto dibattito, porta con sé non solo una dilatazione dei tempi ma anche l’applicabilità della procedura a periodi d’imposta anteriori al 2022. Ecco una panoramica dettagliata delle novità e delle implicazioni per i contribuenti.

Opportunità per i contribuenti: rinviata la scadenza del ravvedimento speciale

La decisione di prorogare la scadenza per i versamenti del ravvedimento speciale al 31 maggio 2024 rappresenta un’importante opportunità per i contribuenti di mettersi in regola con il Fisco. La procedura, che consente di sanare irregolarità e omissioni, era originariamente prevista scadere il 2 aprile 2024. La nuova deadline offre quindi un margine di tempo aggiuntivo per effettuare i versamenti necessari.

Ampliamento della Procedura

Una delle novità più significative introdotte dal decreto riguarda l’estensione del ravvedimento speciale alle dichiarazioni dei periodi d’imposta precedenti all’anno 2022. In precedenza, l’Agenzia delle Entrate aveva posto delle restrizioni rigide, escludendo la possibilità di applicare il ravvedimento a periodi anteriori al 2021.

Ora, i contribuenti che non hanno ancora adempiuto alla procedura per i periodi fino al 31 dicembre 2021 hanno la possibilità di farlo entro la nuova scadenza, a condizione di versare le somme dovute in un’unica soluzione.

Modalità di versamento e rateizzazione

Per gli anni d’imposta precedenti al 2022, il decreto prevede anche la possibilità di rateizzare il versamento delle somme dovute. Entro il 31 maggio 2024, è necessario versare le prime cinque rate, mentre nei tre trimestri successivi si dovranno versare le tre rate residue, con l’applicazione di interessi al tasso del 2% annuo a partire dal 1° giugno 2024.

È fondamentale correggere tutte le irregolarità per poter beneficiare della procedura di ravvedimento, ricordando che la mancata corresponsione di una delle rate successive comporta la decadenza del beneficio.