Sblocco debito PA: rischio discriminazione creditori

Il DL “sblocca crediti” procede nei tempi previsti ma molte imprese rischiano ugualmente di dover attendere a lungo la massa di crediti non riscossi nei confronti della PA. Disponibilità e tempistiche gli ostacoli principali. 

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I 40 miliardi di euro previsti tra il 2013 e il 2014 dal DL “sblocca crediti” per rimediare ai ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione sono solamente una minima parte rispetto alle dimensioni reali del debito dei soggetti pubblici.

Tale situazione rischia di rendere necessaria una selezione che discrimina alcuni creditori a discapito di altri in possesso dello stesso diritto e della stessa necessità di essere pagati.

I punti chiave del DL “sblocca crediti”

Sblocco debito Pa: rischio discriminazione per i creditori (PRONTO)

Finora 500 milioni di euro sono stati destinati per sbloccare i pagamenti delle amministrazioni statali, mentre altre risorse sono giunte alle province e ai comuni, che, in particolare, hanno ricevuto 4,5 miliardi di bonus per derogare agli stringenti vincoli del Patto di stabilità interno e altri 3,6 miliardi dalla Cassa depositi e prestiti.


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Per quanto riguarda invece le risorse destinate alle regioni per pagare i propri debiti, sia sanitari sia riferiti ad altri ambiti, prima di finire sui conti correnti dei creditori i governatori dovranno individuare convincenti forme di copertura finanziaria degli oneri per i futuri rimborsi dei prestiti concessi loro dallo stato. Tali risorse, dovranno inoltre affrontare l’iter di passaggio dalle casse regionali in quelle delle asl e degli stessi enti locali, determinando un inevitabile allungamento dei tempi.

DL “sblocca crediti”: gli ostacoli principali

Sblocco debito Pa: rischio discriminazione per i creditori (PRONTO)

Ma il vero ostacolo da superare è quello che riguarda la cosiddetta “fase 2″ del DL 35, ovvero l’individuazione di ulteriori disponibilità per far fronte ai debiti che resteranno insoddisfatti, in quanto, come è stato già detto precedentemente, la copertura prevista dal DL è decisamente inferiore rispetto alle passività della PA.

Su queste ulteriori iniziative da intraprendere non ci sono informazioni chiare da parte degli emendamenti approvati, che si limitano solamente a rinviare a una futura relazione da allegare al documento di economia e finanza pubblica del 2013.

Alle ombre sulle coperture si contrappone la chiarezza della piattaforma telematica, predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze per ottenere dalle P.A. debitrici la necessaria certificazione dei propri crediti. Attraverso questo canale, e grazie alle sanzioni previste dal DL 35, è in fase di completamento l’accreditamento delle P.A., che dal prossimo 1° giugno ed entro il 15 settembre devono provvedere a comunicare l’elenco aggiornato dei debiti certi, liquidi ed esigibili ancora da estinguere.


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Anche su questa procedura però si è presentato un problema non di poco conto. Se da un lato la comunicazione tramite la piattaforma, che equivale a una certificazione del credito, ha permesso alle imprese di non dipendere dalle richieste alle amministrazioni debitrici e dai puntuali ritardi nelle risposte, dall’altro lato la certificazione è rilasciata senza indicazione della data di pagamento, pertanto la rende poco affidabile nei confronti delle banche e degli altri intermediari per ottenere un anticipo o lo sconto.

Un nodo che non sarà facile da sciogliere, soprattutto dopo che in sede parlamentare l’indicazione della data di pagamento è stato giudicato requisito indispensabile per procedere alla compensazione dei crediti con i debiti fiscali.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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