Startup innovative: nuove deroghe e agevolazioni

La circolare Assonime spiega la nuova disciplina sulle startup innovative disposta dal Decreto Sviluppo Bis. Tra deroghe e novità, sono numerose le agevolazioni previste: vediamo i requisiti richiesti e i limiti per l’accesso alle misure normative speciali.

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Il Decreto Sviluppo Bis ha introdotto sgravi fiscali, semplificazioni normative e deroghe al diritto societario per startup innovative.

Questi aspetti sono stati spiegati nella circolare Assonime n.11 del 6 maggio 2013 dal titolo “L’impresa startup innovativa“, che ha anche commentato gli aspetti dell’oggetto sociale, della natura della società, del trasferimento delle quote e dei requisiti di qualificazione.

Analizziamo la circolare più nel dettaglio.

Startup innovative: chi può accedere alle agevolazioni

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Per quanto riguarda i soggetti ammessi alle agevolazioni, si fa riferimento alle società di capitali e alle società cooperative, non quotate, di diritto italiano, nonché le società europee residenti in Italia che presentino una serie di requisiti obbligatori e cumulativi:


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  • recente avvio (attività di impresa da non più di quattro anni);
  • persone fisiche (maggioranza di quote e diritti di voto, detenuti alla nascita della società e per i successivi due anni);
  • personale qualificato (pari a un terzo degli occupati, compresi gli amministratori);
  • ricerca e sviluppo (investimenti mirati);
  • innovazione tecnologica (produzione o commercializzazione di prodotti e servizi).

Le startup innovative devono essere iscritte all’apposita sezione del Registro imprese e devono avere sede principale degli affari e degli interessi in Italia, in base all’art. 25, comma 2, lett. c) della legge 221.

In relazione all’oggetto sociale, Assonime ritiene che:

“Tendenzialmente ogni campo dell’attività economica può consentire lo sviluppo di prodotti o servizi ad alto tasso di innovazione tecnologica.”

Pertanto, non è ammissibile una limitazione a priori dei campi di attività in cui l’impresa startup innovativa può operare, compresi quelli tecnologicamente maturi. L’oggetto sociale dunque, dovrebbe essere inteso in senso ampio, come riferito a ogni attività economica da cui è possibile ricavare nuovi prodotti e nuovi servizi, nonché nuovi metodi per produrli, distribuirli e usarli.

Startup innovative: le agevolazioni principali

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In tema di agevolazioni e misure normative speciali, esse hanno natura temporanea, in quanto sono finalizzate alla promozione della fase di avviamento e consolidamento dell’impresa.


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Sulla base del Decreto Sviluppo Bis, le startup innovative godono della:

  • defiscalizzazione, anche contributiva, delle forme di remunerazione della forza lavoro, realizzate attraverso azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o altri diritti;
  • irrilevanza fiscale in favore di coloro che effettuano degli apporti di opera e servizi in tali società;
  • disapplicazione delle norme sulle società di comodo.

Tra le deroghe più significative alla disciplina societaria ordinaria, si evidenziano quelle previste per le startup innovative costituite in forma di S.r.l., per le quali si consente:

  • la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti;
  • la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote;
  • la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi;
  • l’offerta al pubblico di quote di capitale.

Assonime sottolinea come molte di queste misure comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della S.r.l., avvicinandola a quella di una S.p.A..

Startup innovative: le ulteriori deroghe

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A livello fiscale, sono agevolate forme di remunerazione finanziaria della forza lavoro (azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o altri diritti) e sono previste detrazioni IRPEF e IRES per le persone fisiche o giuridiche che investono in startup innovative.

In caso di cessazione dell’attività, inoltre, non si applicano le procedure concorsuali ordinarie ma quelle relative alle crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012, articoli da 6 a 14).

Per quanto riguarda il finanziamento delle startup innovative, è stata prevista la possibilità di finanziare le nuove imprese attraverso il crowdfunding, ovvero la raccolta di capitali attraverso portali online.

Inoltre, in relazione ai rapporti di lavoro, oltre l’assunzione di personale altamente qualificato, è prevista una maggiore flessibilità per i contratti di lavoro a tempo determinato e misure di facilitazione nell’accesso al credito e nell’internazionalizzazione.

Infine, in relazione alle particolari qualifiche dei lavoratori o collaboratori (almeno 1/3 della forza lavoro deve avere un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera o una laurea e deve aver svolto, per almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca, pubblici o privati, in Italia o all’estero) sembra più coerente alla legge che il parametro quantitativo della forza lavoro qualificata possa prendere in considerazione anche le figure degli amministratori.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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