Torna il Reddito di Cittadinanza ma con alcune importanti novità, ecco come funziona

Nel panorama delle politiche sociali italiane, il Reddito di Cittadinanza segna una pietra miliare nel sostegno alle famiglie in difficoltà. Dopo una fase di incertezza e revisioni critiche, l’INPS annuncia il ritorno di questa importante misura, seppur con una veste rinnovata e criteri più stringenti per l’accesso.

Nuova formula per il Reddito di Cittadinanza

Nato nel 2019 come baluardo contro la povertà e l’esclusione sociale, il Reddito di Cittadinanza ha rappresentato per molti un faro di speranza in un mare di difficoltà economiche. Tuttavia, con l’avvento del governo guidato da Giorgia Meloni, si è assistito a una revisione sostanziale di questa misura, nel tentativo di ottimizzarne l’efficacia e di indirizzarla verso chi ne ha realmente bisogno.

La nuova formula del Reddito di Cittadinanza, ora rinominata Assegno di Inclusione (ADI), prevede requisiti più mirati per l’assegnazione, introducendo un approccio che punta non solo al sostegno economico immediato ma anche all’inserimento lavorativo e sociale dei beneficiari. A partire dal 1 gennaio 2024, l’ADI si configura come uno strumento selettivo, destinato a chi si trova in una condizione di maggiore vulnerabilità.

Requisiti e beneficiari dell’Assegno di Inclusione

L’ADI si rivolge a famiglie con specifiche caratteristiche: la presenza di un componente ultra sessantenne, di persone con disabilità o di minori a carico rappresenta il fulcro attorno al quale si articola l’eleggibilità per il nuovo sostegno.
Questo orientamento mira a fornire una rete di protezione a chi, all’interno del nucleo familiare, si trova in una situazione di maggiore fragilità.

Oltre l’ADI: supporto alla formazione e al lavoro

L’innovazione più significativa portata dall’attuale governo consiste nell’integrazione dell’ADI con misure di supporto alla formazione e all’inserimento lavorativo. Tra queste, spicca l’indennizzo destinato a coprire le spese di formazione per i beneficiari tra i 18 e i 59 anni. Questo assegno, pari a 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, rappresenta un’opportunità concreta per acquisire nuove competenze o rafforzare quelle esistenti, favorendo così l’ingresso o il ritorno nel mercato del lavoro.

Verso un Welfare più inclusivo e sostenibile

L’evoluzione del Reddito di Cittadinanza nell’Assegno di Inclusione segna un passo importante verso un sistema di welfare più equilibrato e sostenibile.
La sfida sarà quella di monitorare l’efficacia di queste misure nel medio-lungo termine, garantendo che esse non solo allevino le difficoltà immediate delle famiglie beneficiarie ma favoriscano anche un loro effettivo percorso di autonomia e inclusione sociale. In questo contesto, il ruolo dell’INPS sarà cruciale per l’attuazione e la gestione di un programma che si preannuncia come un pilastro della solidarietà nazionale nel XXI secolo.