Comunità virtuali: nascita, crescita e sviluppo

Virtual Communities sempre più importanti. Alcune semplici informazioni per imparare a conoscere, capire e implementare una comunità virtuale, con un focus sul fenomeno del blogging, un esempio eclatante e di successo di questa ormai diffusa tendenza aggregativa.

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Nel vasto mondo del Web, le cosiddette comunità virtuali rappresentano sempre di più un efficiente strumento per veicolare informazioni sui più disparati argomenti.

Ma come nascono le Virtual Communities? E come fanno a crescere e ad evolversi?

Le modalità e gli approcci possono essere molteplici; i fattori, quale innesco determinante, diversi e fra loro variegati.

Virtual Community: i motivi del successo

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Sicuramente le comunità virtuali che oggi possono vantare una maggiore forza in termini di relazioni, link, cortocircuitazione delle informazioni, consistenza e durata nel tempo sono quelle che nascono in maniera spontanea e naturale: le cosiddette Bottom-Up Communities.


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Si tratta di quelle realtà dove i partecipanti aderiscono ad un interesse distintivo comune, non pre-ordinato o imposto dall’alto (come nel caso delle Top-Down Communities) ma lasciato o lanciato quasi casualmente sul media Internet.

La logica predominante e vincente delle Bottom-Up Communities risiede nei due principi di auto-collocazione ed etero-collocazione delle risorse e degli esseri umani, dove:

  • per auto-collocazione si intende una determinazione spontanea nel ricoprire spazi lasciati liberi dagli altri partecipanti (in termini di competenze, informazioni, azioni);
  • per etero-collocazione un progressivo e naturale riassestamento e ricollocamento delle precedenti aree ricoperte dai primi partecipanti, con l’obiettivo di far nascere o migliorare le molteplici possibili relazioni con i nuovi arrivati.

Il fenomeno del blogging

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Un esempio eclatante ed eccitante è rappresentato dal cosiddetto fenomeno del blogging, che nella fattispecie non è una vera e propria Virtual Community, ma ne cavalca la logica aggregativa tipica.

La moda del blogger, che genera come risultato il blogging, non è altro che un’azione atta a inserire dati quotidianamente su una pagina Web, tanto da trasformarla in una specie di “diario” professionale, personale o colloquiale.

Può essere redatto da una o più persone. Sebbene possa apparire un’idea banale e scontata, il successo del blogger è stato, e lo è attualmente, esponenziale e sotterraneo.


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In questo caso, il passaparola dei primi bloggatori è stato il vero motore di questo boom. Il meccanismo di unione e aggregazione affiliativa è casuale e spontaneo, basato su cicli incrementativi dettati dal semplice passaparola e da un naturale e personale riconoscimento in un interesse comune e condiviso.

Ma affinché si possa raggiungere una massa critica della comunità virtuale è necessario che esista, almeno nella fase potenziale,  uno zoccolo duro, sulla base del quale poter costruire le fasi successive ed evolutive.

Il fenomeno del blogger ha potuto contare su questo zoccolo duro, poiché un numero sufficiente di persone, i cosiddetti “First Mover“, hanno dimostrato la pratica e i vantaggi impliciti o espliciti del blogging, stimolando l’interesse di altri potenziali partecipanti che,  fino a quel momento, avevano manifestato il tipico profilo comportamentale da spettatore.

 

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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