Mancanza di competenze nelle aziende

Skill shortage: una breve riflessione su un problema che continua a preoccupare le aziende e che presenta soluzioni non immediatamente risolutive. Nell’era della new economy, la mancanza di competenze adeguate può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

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Quando Internet è nato in molti hanno intravisto ed esaltato le nuove possibilità di business e di riposizionamento delle proprie capacità lavorative all’interno della new economy.

Sono sorte immediatamente miriadi di società, di Web agency che offrivano le proprie soluzioni a chi volesse intraprendere questo tipo di avventura.

Le stesse aziende iniziano però a comprendere (iniziano perché non si tratta di una consapevolezza del tutto diffusa) che per essere online con profitto occorrono anche progetti solidi e seri e soprattutto un team in grado di sostenerli e portarli alla realizzazione. Da ogni parte si sente parlare di skill shortage e sembra un problema destinato a crescere.

Skill shortage: di cosa si tratta?

New economy e “skill shortage” (RETROATTIVO)

Si parla di questo fenomeno per indicare la mancanza o la carenza di alcune competenze all’interno di un’azienda. Significa che pur essendovi posti vacanti, anche di alto livello, mancano professionalità adeguate a ricoprirli, manca la preparazione.

Prevedibile, per certi versi, dato che il boom di Internet, del Web e del giro di affari ad essi collegati è stato molto più improvviso e repentino nel nostro Paese rispetto ad altre realtà. Comprensibile quindi che non vi sia stato quasi il tempo di preparare figure idonee.

Ma il problema esiste e si fa sentire.

D’altronde, senza troppo dilungarsi sulle questioni istituzionali, nonostante il giusto peso che sempre più il mondo del lavoro concede a momenti di formazione, la preparazione dei giovani è affidata a persone che, con tutta la buona volontà, non hanno spesso alcuna esperienza del mondo Internet. Come fare dunque a formare su qualcosa che non si conosce?

Conta anche il fatto che, se l’esperienza sul campo è importante in tutti i settori, lo è a maggior ragione nel campo della new economy, dove l’inesperienza ha mietuto più di una vittima.

Carenza di competenze: quali sono le soluzioni?

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Le più efficaci riguarderebbero senz’altro i risultati ottenibili a lungo termine. Ma occorre agire anche nell’immediato per arginare le difficoltà attuali. Quali sono i possibili interventi?

Innanzi tutto qualificare o riqualificare il personale interno all’azienda, anche se in alcuni casi risulta più conveniente investire in nuovi collaboratori piuttosto che nella formazione interna. Occorre notare come un personale ben formato possa in prospettiva fornire maggiori vantaggi rispetto al servirsi di pochi collaboratori ben preparati in un tessuto aziendale debole.

Avviare una collaborazione con le istituzioni al fine di costruire percorsi formativi che, previsti dati indirizzi, possano cooperare con il mondo del lavoro per incontrarne le necessità e le professionalità ricercate.

Inoltre, sia le aziende che i lavoratori, ovunque ma soprattutto nel campo delle new economy, dovrebbero essere preparati alla necessità di una formazione costante per essere sempre aggiornati sui molti cambiamenti che di continuo avvengono.

La caratteristica fondamentale ricercata da molte aziende è infatti quella di una figura altamente competente nel proprio settore (spesso tecnico), ma anche in grado di affrontare con l’azienda la dinamicità del nuovo mercato ed i suoi continui stimoli e mutamenti.

Come si può facilmente capire, non esistono soluzioni miracolose a questo tipo di problematica: si tratta infatti non solo di costruire nuove figure e nuovi percorsi formativi ma di mutare radicalmente il rapporto che fino ad ora è esistito in Italia tra “scuola” e lavoro.

 

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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