Dipendenti e social networks: quanto perdono le aziende

Quanto costa alle aziende il tempo speso dai dipendenti nei social networks? Se l’è chiesto in Inghilterra la TNS: la risposta è che la frequentazione di Twitter, Facebook, Instagram e simili ha un costo per le imprese di quasi 2 miliardi di dollari l’anno in tempo “sotratto” alle mansioni lavorative.

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La Taylor Nelson Sofres (TNS), società con sede a Londra specializzata in ricerche e sondaggi di mercato, ha svolto un’indagine con l’obiettivo di stimare da un punto di vista economico le perdite che le aziende subiscono a causa del tempo passato dai propri dipendenti sui vari social networks.

Secondo i dati raccolti, il costo di questo tempo sottratto alle mansioni lavorative sarebbe quantificabile in quasi 2 miliardi di dollari all’anno. Ma secondo TNS vietare totalmente l’utilizzo dei social media non sarebbe la soluzione migliore.

Dipendenti e uso dei social: quanto perdono le aziende?

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L’indagine condotta dalla TNS ha coinvolto 1.460 impiegati, il 57% dei quali ha dichiarato di frequentare siti di social network durante l’orario di lavoro e per utilizzo personale.

La media del tempo speso per “farsi i fatti propri” è risultata essere di 40 minuti a settimana. Il calcolo dei corrispondenti pounds viene dunque come moltiplicazione algebrica: 1,4 miliardi, che sulla base dell’attuale tasso di cambio corrispondono a poco meno di 2 miliardi di dollari.

Da questi dati la TNS suggerisce alle aziende di stabilire precise linee guida su come utilizzare gli strumenti di social network, piuttosto che attuare draconiane misure di taglio della navigazione sociale:

“Le persone capiscono che un uso continuo dei social media è dispersivo e che non può sprecare troppo tempo a star loro dietro. Ma i social media possono avere un risvolto business importante“.

Pertanto, cancellarli totalmente impedendone l’accesso sarebbe controproducente.

Social media: un uso corretto può portare benefici al business

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L’importanza dell’utilizzo di molti siti di social network a fini aziendali è indubbio e di sicuro costituiscono uno strumento utile per favorire la collaborazione tra colleghi. Al solito, dunque, la ricetta è fare appello al senso di moderazione che ciascun impiegato ha dentro di sé affinché non esageri.


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Precise linee di comportamento in ambito business, però, al momento non ve ne sono e quindi mancano esperienze. D’altro canto, i tre quarti delle persone sentite nell’indagine della TNS hanno dichiarato di non aver avuto nessuna precisa indicazione comportamentale da parte dell’azienda.

Senza delle linee guida dichiarate e l’uso di policies precise, quindi, le società lasciano se stesse aperte ad una riduzione della produttività, a possibili danni d’immagine e a rischi per la sicurezza interna.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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