Portali verticali e orizzontali: qual è il modello vincente?

Da qualche tempo si assiste ad un acceso dibattito nel mondo della Rete: meglio i portali verticali o quelli orizzontali? Vediamone insieme caratteristiche e differenze con un occhio rivolto al futuro.

Che cosa è un portale? Cosa cambia tra un portale verticale ed un portale orizzontale? Quali tra i due ha più possibilità di durare nel tempo?

Questione spinosa visto che, a sentire i diretti interessati, la scelta di una soluzione sembra condannare l’altra ad un oblio senza ritorno. Ma non è necessariamente così, vediamo insieme il perché.

Cosa è un portale?

Un portale, lo suggerisce il termine, vuole essere il luogo di ingresso privilegiato al mondo della Rete. Quel luogo dove ogni navigatore possa trovare inizio ma soprattutto guida nella sua ricerca sul Web.

È un sito concepito e strutturato in modo da generare forte interesse nei visitatori, con l’intento di attirarne il maggior numero possibile, per il maggior tempo possibile, agendo da porta di ingresso ad un vasto insieme di risorse informative e di servizi internet.

I portali si differenziano principalmente in due categorie: quelli orizzontali e quelli verticali. Vediamoli più nel dettaglio.

I portali orizzontali

I portali orizzontali, o generalisti, offrono una serie di servizi e risorse che, a parte qualche eccezione, sono piuttosto simili da un sito all’altro (“visto uno, visti tutti”).

Si va dal motore di ricerca, ormai immancabile, ai vari canali tematici (shopping, lavoro, news, finanza, arte, musica, sport e tempo libero, viaggi, salute, ecc.), a cui si aggiungono tutti quei servizi creati appositamente per trattenere a lungo il visitatore: chat, posta elettronica, SMS, cartoline virtuali, oroscopo, ecc.

Essendo veri e propri canali e distributori di traffico, possono contare, o almeno questo è il fine, su un’altissimo numero di visitatori giornalieri. E grazie a questi grandi numeri aspirano ad attrarre ingenti capitali.

Da questo punto di vista le attività di e-commerce cercano di trovare il proprio spazio sperando, grazie all’ampia audience del portale, di aumentare il numero delle transazioni tanto quanto la pubblicità, che fino ad oggi è stata per molti di questi portali la fonte di sostentamento principale.

La logica alla base di questa scelta è chiara: tanto traffico, anche se poco targhettizzato.

Col tempo si è appurato che questa logica non sempre paga, che i guadagni a volte non arrivano affatto. Gli investitori, dopo la corsa del portale orizzontale ad ogni costo, hanno iniziato a valutare anche altre iniziative che si rivolgessero a target di mercato più specifici.

Si è fatta strada così una soluzione diversa.

I portali verticali

I portali verticali, o vortals, sembrano rappresentare uno strumento per attuare questa strategia.

Siti web che forniscono anch’essi servizi ed informazioni, ma che non si propongono come onnicomprensivi. Sono, al contrario, molto specializzati su singole aree di interesse o settori del mercato.

Questo diverso approccio alla Rete, perché di questo si tratta, porta con sé il vantaggio di poter curare maggiormente i contenuti trasmessi e di poterli orientare con più sicurezza in base alle esigenze del navigatore-consumatore. Non è d’altronde un caso che si parli anche di contextual commerce come possibile nuovo modello di business.

Si è appurato, inoltre, che è più proficuo nel tempo poter contare su un’utenza meno numerosa ma meglio segmentata nelle sue caratteristiche e desideri, con cui sia più facile creare un’interazione il più diretta possibile (Internet non è un canale a senso unico, non dimentichiamolo).

Portali orizzontali o verticali: su chi puntare?

Qual è il modello vincente? Probabilmente lo sono tutti e due.

Se è infatti vero che la maggior specializzazione permette investimenti più mirati, maggior interazione e più fidelizzazione, non è però garanzia di qualità. E rivolgendosi a navigatori non più così immaturi ed inesperti, la qualità resta sempre una delle principali chiavi del successo.

Ai portali orizzontali, d’altronde, non si può chiedere forte approfondimento su tutti i temi suggeriti, sarebbe oltretutto un non-sense. Ma generalità non significa necessariamente superficialità.

La convivenza è davvero impossibile?

I generalisti verranno duramente selezionati, non resteranno così numerosi. Vinceranno la sfida, come sempre, quelli che si sapranno rinnovare, che sapranno mantenere, nella non specializzazione, ricchezza di informazioni, di risorse, di alternative valide. E i vortals?

Sicuramente avranno un forte sviluppo nell’ottica di una sempre maggior personalizzazione nei servizi offerti agli utenti. Ma è davvero possibile che il Web si trasformi in un insieme di siti verticali su tutti gli argomenti dello scibile umano?

La situazione per ora si presenta tutt’altro che certa e definita, una risposta verrà solo tra qualche tempo, quando i portali si assesteranno. Ciò che resta da sperare è che la Rete continui ad offrire, comunque, la possibilità a chi la utilizza di scegliere il servizio che meglio si adatti alle proprie esigenze. Che la battaglia si giochi non sulla scelta di modelli unici e statici, ma su una produttiva concorrenza tra modelli diversi.

A fare la differenza saranno sempre e comunque i contenuti.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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